Pechino, 6 gennaio 2026 – Il presidente cinese Xi Jinping e il suo omologo sudcoreano, Lee Jae Myung, si sono incontrati per la seconda volta in poco più di due mesi, stavolta a Pechino. L’obiettivo è chiaro: rafforzare i legami tra i due Paesi in un momento internazionale segnato da molte incognite e tensioni regionali. L’incontro si è svolto sabato mattina in una sala riservata del Palazzo del Popolo, lo stesso luogo che ha visto molte delle ultime aperture diplomatiche della Cina. Un segnale, ha spiegato uno dei consiglieri sudcoreani, della volontà di “dare una spinta più decisa ai rapporti”.
Il nodo delle tensioni con Pyongyang
I rapporti tra Cina e Corea del Sud non sono mai stati semplici, spesso condizionati dalla situazione nella Corea del Nord. Fonti diplomatiche di Seul spiegano che l’incontro arriva in un momento particolarmente delicato: la scorsa settimana Pyongyang ha lanciato un missile balistico intercontinentale. Questo episodio ha spinto entrambi i Paesi a cercare una posizione comune. Xi Jinping avrebbe insistito sull’importanza di “agire con prudenza e responsabilità”, invitando Seul a “mantenere un dialogo continuo”, senza però cedere sui temi ritenuti sensibili da Pechino.
Nelle stanze del Palazzo del Popolo, dicono alcuni membri dello staff sudcoreano, si percepiva una certa tensione. Le sanzioni occidentali e le manovre militari americane nella regione restano pressioni pesanti. Lee Jae Myung ha risposto che “la sicurezza della penisola coreana dipende anche da un’intesa diretta tra Pechino e Seul”, sottolineando come “la stabilità sia interesse comune”.
Commercio e nuove vie della seta
Non solo politica: sul tavolo c’erano anche i numeri. Cina e Corea del Sud muovono ogni anno scambi per oltre 250 miliardi di dollari. La delegazione coreana ha ricordato quanto l’industria tecnologica di Seul dipenda dalle forniture cinesi, mentre Pechino guarda con attenzione agli investimenti sudcoreani nei settori automobilistico e dell’intelligenza artificiale. “I nostri mercati sono strettamente legati”, ha detto Xi in un momento più informale, accennando alle recenti difficoltà nel comparto dei semiconduttori.
Solo dopo la discussione si è estesa anche ai progetti legati alla Belt and Road Initiative. Da parte sudcoreana sono arrivate aperture, ma con cautela. I funzionari di Lee hanno chiesto garanzie per le aziende coreane che operano in Cina, soprattutto dopo alcune restrizioni improvvise su linee produttive. “Vogliamo regole chiare per competere ad armi pari”, ha detto uno dei consiglieri economici di Seul.
Diplomazia tra sguardi e passi nei giardini
Colpisce il fatto che questo sia il secondo incontro ravvicinato tra Xi Jinping e Lee Jae Myung in meno di tre mesi – il primo risale al vertice trilaterale con il Giappone a fine ottobre a Chengdu. Allora si era parlato soprattutto di sicurezza regionale; oggi invece la discussione si allarga all’economia reale e alla necessità di abbassare la tensione nel Mar Giallo, dove nelle ultime settimane ci sono stati scontri tra pescherecci cinesi e pattuglie sudcoreane.
Nel pomeriggio i due leader hanno fatto una breve passeggiata nei giardini interni, lontani dai riflettori. Secondo alcune fonti della presidenza sudcoreana, l’atmosfera era più rilassata rispetto al confronto ufficiale. Un gesto forse studiato per mostrare una vicinanza personale spesso assente nei rapporti tra capi asiatici.
Non sono mancati riferimenti alla situazione globale: crisi delle materie prime, calo dell’export asiatico, impatto della guerra in Ucraina sulle rotte commerciali. “Serve realismo”, avrebbe detto Lee Jae Myung, “e meno retorica nelle relazioni internazionali”. Xi ha ribadito la linea tradizionale cinese: “Ogni Paese deve trovare la propria strada per crescere”.
Reazioni dal mondo e scenari futuri
Dall’ambasciata americana a Seul è arrivata una risposta cauta: “Seguiamo con attenzione il dialogo tra alleati e partner nella regione”, senza aggiungere altro. Dal Giappone nessun commento ufficiale finora. I media sudcoreani hanno dato rilievo al fatto che questo confronto così ravvicinato rappresenta “un segnale di urgenza più che una routine”, come scritto dal Chosun Ilbo.
La data del prossimo incontro non è stata ancora fissata. Ma la strada sembra quella della diplomazia passo dopo passo per due Paesi legati da confini delicati ma da interessi economici profondamente intrecciati. Come ha confidato un funzionario coreano uscendo dal Palazzo del Popolo: “Abbiamo parlato più di futuro che di passato. Forse non basta ancora, ma era necessario”.