Milano, 9 gennaio 2026 – Tra nuovi sogni e vecchie certezze, il mondo dei viaggi nel 2026 si muove su un doppio binario fatto di tendenze emergenti e mete senza tempo. Si parte dai libri che ispirano la scelta di una destinazione, passando per il valore del silenzio come vero lusso, fino ad arrivare a luoghi come il Perù e la Cambogia, dove la ricerca dell’essenziale spinge sempre più italiani a lasciare la loro comfort zone. Ma chi sono davvero i viaggiatori di quest’anno? Cosa cercano e dove vanno?
Viaggi che nascono dalle storie: narrativa e realtà si incontrano
Nelle librerie milanesi, da settimane, spiccano titoli come “Nel cuore delle Ande” e “I templi nascosti dell’Asia”. Sono letture molto gettonate da chi ha in programma di partire in primavera. “Mi piace andare nei posti dove sono ambientati i romanzi che leggo”, racconta Chiara, 34 anni, mentre sfoglia una guida su Cusco. La tendenza è chiara: il viaggio prende vita dai libri, spingendo sempre più persone a disegnare itinerari sulle tracce dei loro autori preferiti o di storie che hanno acceso la fantasia. L’ultimo report dell’Osservatorio Italiano del Turismo Letterario mostra che almeno un italiano su dieci tra i 25 e i 50 anni segue questa via. È un modo diverso di costruire una mappa personale, partendo dalla narrativa.
Silenzio e tempo lento: il lusso del nuovo millennio
All’aeroporto di Malpensa si vedono gruppi silenziosi in attesa del volo, con un libro o le cuffie antirumore in mano. “Cerco posti dove stare in pace. Ormai il silenzio è diventato un bene raro”, dice Marco, 47 anni, impiegato torinese diretto a un monastero in Umbria. Non solo destinazioni isolate: cresce la richiesta per strutture dove il tempo sembra rallentare davvero. Piccoli eremi in Toscana o lodge nelle Dolomiti offrono esperienze senza connessione né orologi. I dati dell’Associazione Italiana Turismo Responsabile parlano chiaro: +18% di prenotazioni per soggiorni “digital detox” rispetto all’anno scorso. Il motivo? Rallentare, staccare dal caos quotidiano e ritagliarsi momenti di riflessione.
Perù e Cambogia: tra antichi riti e autenticità
Le agenzie confermano l’aumento di viaggi verso mete come il Perù – soprattutto Valle Sacra e Machu Picchu – e la Cambogia, con i suoi templi di Angkor. “Il Sudamerica torna a piacere a chi cerca esperienze intense ma alla portata”, spiega Valeria Vignali, responsabile di un tour operator romano specializzato in itinerari culturali. Il Perù conquista con trekking sulle Ande e cerimonie tradizionali ancora vive lontano dal turismo di massa. La Cambogia attira chi vuole immergersi tra spiritualità buddista e memorie storiche profonde. Ma non mancano le difficoltà: alcune zone – ammettono gli operatori – stanno soffrendo l’afflusso troppo alto che rischia di mettere sotto pressione le comunità locali.
Viaggi “slow” e cura dell’ambiente
Non solo voli intercontinentali: cresce chi sceglie viaggi più lenti, con treni o auto elettriche. Secondo l’ultimo rapporto ENIT, il 27% degli italiani preferisce evitare gli aerei puntando su destinazioni raggiungibili via rotaia o nave. In Piemonte si riscoprono borghi poco noti lungo la linea Novara-Varallo Sesia; nelle Marche si moltiplicano offerte per cammini spirituali. “Il viaggio deve lasciare qualcosa ma senza danneggiare i posti”, racconta Silvia, insegnante che quest’anno percorrerà a piedi la Via Francigena fino a Siena. Scelte guidate da una maggiore consapevolezza ambientale e dal bisogno di ritmi più naturali.
Il viaggiatore del 2026: tra ricerca interiore e voglia di socialità
Chi parte oggi – secondo sociologi come Alberto Martinelli dell’Università Statale di Milano – lo fa sempre meno per collezionare like su Instagram e sempre più per mettersi alla prova. “Viaggiare sta diventando una specie di autoanalisi – spiega Martinelli – non è raro incontrare persone che partono da sole per settimane senza programmi fissi”. Ma non manca neppure il desiderio di stare insieme: gruppi che si formano lungo la strada, incontri nei mercatini locali o nei piccoli festival rurali sparsi nell’estate.
Insomma non si tratta solo delle destinazioni, ma dei modi in cui si viaggia e delle motivazioni dietro ogni scelta. Dai libri ai ritmi “slow”, dal silenzio delle montagne alle piazze piene del Sudamerica, nel 2026 il viaggio parla tante lingue diverse. Quello che resta fisso è la voglia di autenticità: cercare — vicino o lontano — un’esperienza vera che lasci davvero un segno dentro, non solo un ricordo da scrollare sul telefono.