Venus, Eden e Valchirie: Vasconcelos interpreta Valentino nella mostra inaugurata da Giammetti e il ministro Giuli

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13 Gennaio 2026

Roma, 13 gennaio 2026 – Valentino Garavani, fondatore dell’omonima maison, torna sotto i riflettori con una mostra ospitata a Palazzo Bonaparte, nel cuore di Roma. L’inaugurazione, avvenuta ieri pomeriggio alla presenza di Giancarlo Giammetti e del ministro della Cultura Gennaro Giuli, ha richiamato subito un pubblico numeroso. Tra abiti celebri, fotografie mai viste e bozzetti d’archivio, si ripercorre la carriera di uno degli stilisti italiani più famosi nel mondo. L’evento non celebra solo il genio creativo di Valentino, ma racconta anche l’eredità che ha lasciato nella moda italiana e internazionale.

Apertura senza fronzoli: parole semplici, emozioni vere

Niente discorsi formali o di circostanza all’inaugurazione. Giancarlo Giammetti – da sempre braccio destro e compagno di viaggio di Valentino – ha parlato con toni personali e quasi commossi ai visitatori arrivati nella storica residenza a due passi da piazza Venezia. “Abbiamo voluto portare qui un pezzo della nostra vita”, ha detto Giammetti, “per condividere ricordi e successi, ma anche fatica e dedizione”. Accanto a lui il ministro della Cultura, Gennaro Giuli, che ha sottolineato l’importanza della mostra: “Il lavoro di Valentino ha dato lustro all’Italia tutta”. Le sue parole sono arrivate mentre tagliava il nastro davanti a giornalisti, addetti ai lavori e volti noti della società romana. Presenti anche rappresentanti delle istituzioni capitoline e del mondo dell’arte.

Abiti famosi e disegni d’epoca: un viaggio nella moda

La mostra resterà aperta fino al 15 aprile e propone una cinquantina di capi originali presi dagli archivi della maison. Dai celebri abiti rossi – il famoso “Valentino Red” – ai vestiti indossati da dive come Elizabeth Taylor e Sophia Loren, ogni pezzo è accompagnato da immagini e video d’epoca. È un tuffo nell’estetica degli anni Sessanta e Settanta, quando Roma era una delle capitali indiscusse dello stile internazionale. Spiccano in particolare i primi bozzetti fatti a mano dal giovane Valentino negli anni Cinquanta: disegni a matita con annotazioni, stoffe fermate ancora con spilli originali. Al centro della sala spicca un grande pannello fotografico con uno scatto inedito del laboratorio in via Condotti, dove Valentino e Giammetti hanno lavorato per oltre quarant’anni.

Folla eterogenea: dai curiosi agli esperti

Fin dalle 10 del mattino il portone si è aperto sul cortile barocco ed è subito nata una lunga fila lungo via del Corso. A fare la coda sono stati curiosi, studenti d’arte e appassionati di moda: la mostra sembra parlare a generazioni diverse. “Ho sempre sognato di vedere questi vestiti da vicino”, racconta Elisa, ventidue anni, studentessa alla Sapienza. “È come entrare in un film”, aggiunge Marco, arrivato con la madre da Frosinone. Anche tra gli addetti ai lavori si percepisce rispetto: “Qui c’è tutta la storia della couture italiana”, commenta sottovoce una stilista presente all’inaugurazione. Nel salone affrescato e sulle scale in marmo si respira l’impressione che questa retrospettiva sia molto più di una semplice celebrazione.

Cultura e futuro: investire sui giovani

Il ministro Giuli non ha nascosto l’entusiasmo: “Dobbiamo tornare a raccontare la bellezza dell’Italia partendo dal suo talento creativo”, ha detto ai cronisti al termine della visita. Il Comune di Roma ha già annunciato laboratori didattici per le scuole e visite guidate dedicate agli studenti. Un modo per coinvolgere chi non frequenta abitualmente il mondo dell’alta moda. Solo così si può capire davvero il senso dell’iniziativa: mettere in luce la creatività personale ma anche trasmettere alle nuove generazioni la memoria di un’eccellenza italiana.

Made in Italy protagonista nel cuore di Roma

La scelta di Palazzo Bonaparte come sede non è casuale: questa storica residenza nel centro della capitale conferma il legame forte tra Made in Italy e tradizione culturale romana. Durante l’inaugurazione Giammetti ha ricordato che “senza Roma non ci sarebbe stato Valentino”. Non mancano nei materiali esposti richiami alla città: dalle foto degli atelier affacciati sui Fori Imperiali ai dépliant originali delle sfilate degli anni d’oro. La mostra dunque non è solo alta moda ma un omaggio a una stagione irripetibile della creatività italiana. Chiuderà ad aprile ma già si parla di repliche in altre città europee nei mesi a venire.

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