Vacanze di lusso 2026: mete esclusive e nuove tendenze con Abruzzo protagonista

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13 Gennaio 2026

Roma, 13 gennaio 2026 – Negli ultimi mesi, chi ha scelto di viaggiare sulle rotte meno frequentate delle ferrovie italiane si è trovato davanti a un fenomeno particolare: il ritorno dei treni lenti. Sono viaggi pensati per rallentare il passo, per riscoprire luoghi spesso dimenticati, con un’attenzione nuova ai cieli stellati e ai riti sonori legati alle tradizioni locali. Quest’anno, tra le nuove proposte delle compagnie ferroviarie e delle associazioni di turismo sostenibile, spicca una regione ancora poco conosciuta al grande pubblico: l’Abruzzo.

Treni d’altri tempi e paesaggi nascosti: il fascino dei viaggi slow

Non sono solo i viaggiatori più esperti ad apprezzare il fascino delle carrozze vintage che, spesso al tramonto o nelle ore notturne, attraversano vallate e piccoli borghi difficili da raggiungere in altro modo. Molti – spiegano da Ferrovie dello Stato – si lasciano convincere dall’idea di lasciare l’auto in garage, salire su un treno d’altri tempi e godersi soste tranquille nelle stazioni più piccole. Gli itinerari più gettonati partono proprio al calar della sera. La responsabile marketing della Fondazione FS, Marta Pellegrini, racconta che “la voglia è quella di vivere una notte fuori dal tempo, avvolti dalla luce soffusa dei finestrini e dal silenzio interrotto solo dal rumore della ferrovia”.

I dati del 2025 confermano questa tendenza: i biglietti venduti per i cosiddetti treni lenti sono aumentati del 22% rispetto all’anno precedente. Un segnale chiaro che qualcosa sta cambiando anche nella testa dei viaggiatori. “Sempre più giovani cercano esperienze vere – spiega Pellegrini – vogliono ascoltare le storie dei luoghi mentre scorrono fuori dal finestrino, magari gustando una cena a base di prodotti locali direttamente in carrozza”.

Abruzzo protagonista: borghi autentici e notti sotto le stelle

La novità del 2026 si chiama proprio Abruzzo. Da febbraio parte la tratta sperimentale Roma–Sulmona–Castel di Sangro, realizzata in collaborazione con l’associazione “Trenodoc” e la Regione. Non è solo un collegamento ferroviario: l’obiettivo è mettere in luce i piccoli borghi dell’interno e la natura dell’Appennino centrale.

Il viaggio notturno parte ogni sabato alle 20:30 da Roma Tiburtina e prevede soste pensate per ammirare il cielo stellato sopra Roccaraso. Ad accompagnare i passeggeri ci saranno gli esperti dell’Osservatorio Astronomico d’Abruzzo. A bordo non mancheranno gruppi musicali e narratori locali che offriranno brevi concerti acustici e racconti ispirati alle tradizioni orali della montagna. “La domanda per un turismo immersivo è in crescita”, sottolinea l’assessore regionale alle Attività produttive, Daniele D’Amico, sperando di attrarre chi cerca non grandi eventi ma esperienze autentiche.

Riti sonori e sapori genuini lungo i binari

Il ritmo delle vecchie rotaie si mescola ai riti sonori tipici dell’Abruzzo: cori folkloristici, piccoli laboratori di musica popolare e degustazioni di specialità come arrosticini, lenticchie di Santo Stefano di Sessanio e vini locali. Dopo una cena rustica servita nei vagoni ristorante restaurati, il silenzio della notte diventa quasi palpabile mentre il treno scivola su viadotti illuminati solo dalla luna.

“Il treno lento è anche un’occasione per imparare ad ascoltare – dice Giovanni Falasca, capotreno volontario sulla tratta Sulmona–Carpinone – A volte i passeggeri parlano tra loro; altre volte restano in silenzio con il naso contro il vetro. C’è chi si commuove vedendo la neve su Rivisondoli”. Le partenze – garantite ogni settimana fino all’autunno 2026 – includono anche brevi fermate per far incontrare viaggiatori e anziani del posto con le loro storie.

Il viaggio senza fretta conquista sempre più persone

Non sono solo gli italiani a interessarsi a questi viaggi: arrivano turisti anche da Francia e Germania. Il costo medio del biglietto va dai 39 ai 70 euro a seconda della tratta e delle attività incluse. L’interesse crescente ha spinto alcune comunità a sistemare le infrastrutture locali: nelle stazioni di Pescocostanzo e Campo di Giove sono state rimesse a nuovo le vecchie sale d’attesa con poltrone in velluto verde e fotografie d’epoca alle pareti.

Dietro questa crescita c’è un desiderio più grande legato al turismo responsabile: “Pian piano stiamo riscoprendo il valore del tempo”, confida Teresa Santoprete, portavoce del Forum Abruzzese del Turismo Sostenibile. La vera sfida resta coinvolgere le comunità locali senza stravolgerne tradizioni ed equilibri.

Per ora chi sceglie questi treni lenti lo fa per curiosità o nostalgia. Ma dalle carrozze che attraversano la dorsale appenninica – con finestrini abbassati e taccuini pronti – arriva un messaggio forte: c’è ancora modo di viaggiare senza fretta, ascoltando storie che soltanto certi binari sanno raccontare.

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