Trovata senza vita a San Francisco Victoria, figlia dell’attore Tommy Lee Jones: dramma a 34 anni in hotel

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2 Gennaio 2026

Roma, 2 gennaio 2026 – Victoria N., 34 anni, è stata trovata morta la sera del primo gennaio in una camera di un hotel nel quartiere Prati. A dare l’allarme è stato un dipendente intorno alle 21:45. La direzione racconta che, non ricevendo risposta dalla stanza 207 per la seconda volta quel giorno, il personale ha deciso di entrare usando il pass universale. “Non rispondeva, e visto che dalla reception erano già arrivate chiamate, meglio controllare subito”, ha spiegato uno degli addetti con voce tesa e tono basso, come chi teme il peggio.

Le prime mosse della polizia

Gli agenti della Polizia di Stato e i sanitari del 118 sono arrivati rapidamente in via dei Gracchi. Dentro la stanza – definita ordinata dai primi testimoni – il corpo di Victoria giaceva accanto al letto. Originaria di un paese straniero ma da tempo a Roma, la donna non mostrava segni evidenti di violenza o colluttazione. “Per ora non c’è nulla che faccia pensare a una morte violenta”, ha precisato un funzionario della Questura durante la notte. Nel frattempo il personale scientifico ha raccolto prove, prelevando effetti personali e medicinali da una valigia lasciata mezza aperta.

I rilievi sono durati ore: foto, ispezioni, raccolta di ogni dettaglio possibile. La stanza è stata messa sotto sequestro in attesa dell’autopsia, che secondo fonti investigative potrebbe svolgersi già oggi al Policlinico Gemelli.

Chi era Victoria e cosa faceva negli ultimi giorni

Le indagini dicono che Victoria era arrivata in hotel la mattina del 30 dicembre, da sola. Al check-in nessuno l’accompagnava e risultava prenotata solo per due notti. Chi l’ha incrociata in hall la descrive come “una persona tranquilla”, vestita in modo semplice e con pochi bagagli. Un receptionist ha detto di averla vista solo la sera del 31: “Non è mai scesa per colazione – ha raccontato – sembrava stanca”.

Nel registro degli ospiti non c’erano segnalazioni particolari; il documento d’identità era regolare. La responsabile dell’albergo ha confermato: “Nessuna richiesta insolita o lamentele da parte sua”. E nessun cliente aveva sentito rumori strani o notato movimenti sospetti nel corridoio prima del ritrovamento.

Ipotesi sul decesso e lavoro degli investigatori

Gli investigatori mantengono tutte le opzioni aperte. L’assenza di segni evidenti fa pensare a un malore improvviso o a un gesto volontario, ma solo l’autopsia potrà dare risposte certe. Nel frattempo gli agenti stanno controllando i filmati delle telecamere interne e analizzano le comunicazioni telefoniche degli ultimi giorni.

Nei prossimi giorni saranno ascoltati amici e conoscenti per ricostruire gli ultimi movimenti di Victoria. Da quanto si apprende, aveva lasciato qualche mese fa uno studio legale romano dove lavorava. Una collega sentita durante la notte tra primo e due gennaio ha confidato agli investigatori che Victoria “stava attraversando un periodo difficile”, senza però entrare nei dettagli.

Il quartiere si interroga mentre si attende la verità

A Prati la notizia si è sparsa presto stamattina. Pochi passanti davanti all’ingresso dell’hotel – una portineria con tende bianche e luci ancora accese – commentavano a bassa voce: “Da queste parti non succede mai niente del genere”. Il quartiere ora cerca risposte su una giovane vita spezzata all’improvviso, senza apparente motivo.

Gli investigatori restano cauti: “Aspettiamo i risultati medico-legali prima di fare ipotesi”, ha detto uno degli agenti in via San Vitale. Solo dopo sarà possibile capire cosa sia successo nella stanza 207 e perché Victoria sia morta lontano dagli occhi di chi le voleva bene. Nel frattempo quella camera resta chiusa, silenziosa – in attesa che la scienza faccia luce sulle ultime ore della giovane donna.

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