Tokyo, 8 gennaio 2026 – Con l’inizio del nuovo anno, Tokyo si apre al mondo con esperienze immersive che fondono la forza della tradizione e l’energia di una metropoli proiettata nel futuro. Dal sumo all’arte contemporanea, dal teatro kabuki ai percorsi del sake, la capitale giapponese offre in queste settimane uno spaccato autentico della sua identità, sospesa tra passato e innovazione.
Sumo e spiritualità: il richiamo della tradizione
All’alba, nell’area di Ryogoku, si respira una calma febbrile. Qui sorge il celebre Ryogoku Kokugikan, la grande arena del sumo. Come ogni gennaio, anche quest’anno è tempo del Torneo di Sumo di Capodanno. Le file per i biglietti iniziano presto: qualche turista con la guida sottobraccio, gruppi di anziani che chiacchierano sulle nuove leve. Sul dohyo, il ring circolare, gli atleti si preparano alla sfida con gesti misurati – mani cariche di sale lanciate per purificare il terreno, inchini profondi, sguardi decisi.
“Veniamo ogni anno da Saitama,” racconta Shunji Nakata, 68 anni. “È una tradizione che non vogliamo perdere”. Accanto a lui il nipote, smartphone in mano, si entusiasma per i lottatori più giovani. In queste giornate d’inverno il sumo diventa un rito collettivo: nell’aria risuonano gli antichi valori giapponesi, la disciplina e il senso di continuità.
Dalle gallerie di Ginza alla Street Art di Shibuya
Tokyo non è solo passato. È anche un laboratorio vivo di creatività contemporanea. Nel cuore elegante di Ginza le gallerie d’arte aprono il 2026 con mostre dedicate a giovani artisti giapponesi e stranieri. A Shibuya – quartiere frenetico e giovane – murales e installazioni temporanee cambiano il volto visivo della città. “Cerchiamo sempre qualcosa di nuovo e coinvolgente,” dice Akiko Fujimoto, curatrice della galleria Bunkamura, che questo mese espone fotografie astratte sul paesaggio urbano.
Chi vuole tuffarsi nel fermento creativo locale può attraversare a piedi la celebre Shibuya Scramble Crossing: qui le vetrine dei concept store ospitano performance dal vivo e mini laboratori di calligrafia digitale. Esperienze che attirano sia i residenti sia i visitatori curiosi di scoprire un lato fresco della città.
Teatro kabuki e scene dal passato
Di sera, luci soffuse annunciano l’apertura del Kabukiza Theatre nel quartiere Higashi-Ginza. Il teatro kabuki – riconoscibile dalla facciata imponente decorata con drappi bianchi e rossi – continua a incantare chi cerca un pass per la cultura giapponese. Sul palco, attori truccati secondo le regole antiche alternano ruoli drammatici e scene comiche. Le storie parlano ancora oggi: onore, vendetta, amore.
“Sono spettacoli che arrivano al cuore,” spiega Kenji Mori, direttore artistico del Kabukiza. “Anche se non si capisce tutto il testo c’è qualcosa che resta.” In platea molti studenti universitari e coppie mature; tra gli spettatori qualche bambino affascinato osserva con gli occhi spalancati. Solo così si capisce quanto questa tradizione continui a modellare l’immaginario collettivo di Tokyo.
Il sake: degustazioni tra i vicoli nascosti
Non manca poi l’occasione per scoprire le botteghe storiche dedicate al sake, la bevanda a base di riso simbolo della convivialità nipponica. Nel distretto di Kuramae – zona meno frequentata dai turisti – alcune micro-distillerie aprono le porte per degustazioni guidate: un’occasione unica per assaggiare varianti locali e ascoltare storie tramandate da generazioni. Ryota Ishikawa, titolare della piccola Sakaya Ishikawa dal 1932, racconta: “Il sake cambia con le stagioni e con l’acqua. È come Tokyo: in continuo movimento”.
Tra risate soffuse e bicchieri che tintinnano sui banconi in legno scuro ci si ritrova accanto a sconosciuti a parlare di temperature e profumi. Tokyo accoglie così chi ha voglia di perdersi tra tradizione e contemporaneità.
Un racconto polifonico tra passato e futuro
Visitare Tokyo in queste prime settimane del 2026 vuol dire immergersi in una città che non smette mai di cambiare forma. I suoi riti antichi convivono con sperimentazioni audaci; il silenzio dei templi contrasta con l’energia delle strade illuminate dai neon. Ed è proprio in questo continuo gioco fra radici profonde e idee moderne che Tokyo mostra la sua anima più vera: sempre nuova ma fedele a se stessa.