Roma, 11 gennaio 2026 – Una scossa di terremoto di magnitudo 5.2 ha svegliato questa mattina, poco prima delle 8, una vasta area che va dal Lazio meridionale all’Abruzzo, creando non poca apprensione tra la popolazione. Secondo i primi dati raccolti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’epicentro si trova vicino a Sora, in provincia di Frosinone, a circa 10 chilometri di profondità. Il sismologo Marco Galli ha spiegato che si tratta di una normale attività tettonica tipica della zona appenninica, già conosciuta per la sua fragilità sismica.
Terremoto tra Lazio e Abruzzo: la scossa che ha svegliato la Valle del Liri
Erano le 7:53 quando le prime vibrazioni hanno attraversato la Valle del Liri, toccando in pochi secondi anche città come Avezzano, Cassino e alcune zone periferiche di Roma est. Molti cittadini sono usciti in strada allarmati, alcuni ancora in pigiama o con vestiti sgualciti, radunandosi davanti ai bar o nelle piazze principali. Una residente di Isola del Liri racconta di aver sentito “un tonfo secco e poi il lampadario che oscillava”. A Sora invece una farmacista riferisce che diversi flaconi sono caduti dagli scaffali.
Nessun danno serio finora
La Protezione civile regionale conferma che al momento non ci sono segnalazioni di feriti o crolli importanti. Qualche crepa nei muri e pezzi di intonaco caduti si sono registrati in alcune case tra Balsorano e San Giovanni Incarico, ma la situazione è sotto controllo. I Vigili del Fuoco stanno controllando da oltre due ore ponti, scuole e chiese storiche. “Abbiamo ispezionato le zone più a rischio e per fortuna non ci sono problemi”, dice l’ingegner Valentina Rosati, responsabile degli interventi a Frosinone.
Scuole chiuse per sicurezza
La giornata scolastica è stata sospesa in diversi comuni colpiti dalla scossa: tra questi Sora, Arpino, Alatri e Isola del Liri. Una decisione presa “per la sicurezza degli studenti e per fare tutti i controlli necessari sugli edifici”, ha spiegato il sindaco di Sora, Luca Di Stefano. Alcuni genitori si dicono sollevati dalla scelta, mentre altri come Paolo Bertini, vicino al liceo scientifico, commentano: “I ragazzi ormai si sono abituati a queste chiusure improvvise; noi genitori invece no, le notti passate con l’ansia restano”.
Paura per possibili repliche
Quella zona non è nuova a scosse simili. La memoria va subito al sisma dell’ottobre 2012 che aveva fatto più danni proprio qui. Per questo molti hanno preferito stare all’aperto, temendo nuove scosse. La Protezione civile invita alla calma ma avverte: “Dopo un terremoto così è normale aspettarsi scosse più piccole”. Lo conferma anche l’INGV.
Cosa raccomanda la Protezione Civile
I controlli continuano senza sosta. La Protezione Civile raccomanda ai cittadini di evitare l’uso degli ascensori fino a quando non saranno completate tutte le verifiche e invita a segnalare subito crepe o problemi negli edifici pubblici e privati. “Non bisogna mai sottovalutare questi eventi”, ricorda il prefetto di Frosinone al telefono, “anche quando sembrano non aver fatto danni”.
Una terra in movimento: l’Appennino centrale sotto osservazione
Gli esperti dell’INGV spiegano che l’Appennino centrale è una zona sismica attiva per via della spinta tra le placche tirrenica e adriatica. “Eventi come questo non capitano spesso ma sono previsti nel quadro della sismicità italiana”, aggiunge il sismologo Galli.
Solo nel pomeriggio arriveranno dati più dettagliati sugli effetti del sisma. Nel frattempo resta alta l’attenzione nei comuni tra Lazio e Abruzzo dove la paura fa ormai parte della vita quotidiana.