Milano, 13 gennaio 2026 – Un incendio di grandi proporzioni ha devastato nella notte tra domenica e lunedì un capannone industriale in zona nord a Milano, in via Stephenson. La paura tra i residenti è stata tanta, ma per fortuna non si registrano feriti. I Vigili del Fuoco hanno lavorato per più di cinque ore per domare le fiamme e mettere in sicurezza l’area. Sul posto sono arrivate anche diverse pattuglie di Polizia e Carabinieri. Dalle prime ricostruzioni emerge che l’allarme è scattato poco dopo mezzanotte, quando alcuni passanti hanno notato una fitta colonna di fumo alzarsi dal capannone.
Soccorsi in azione tutta la notte, indagini partite
La chiamata al 118 è arrivata intorno alle 00:10, dicono fonti della centrale operativa. Quattro squadre di Vigili del Fuoco, con autobotti e autoscale, sono arrivate nel giro di venti minuti. La scena era già drammatica: il fuoco aveva avvolto gran parte della struttura e c’era il serio rischio che si propagasse agli edifici vicini, ha spiegato un funzionario intervenuto. I soccorritori hanno subito delimitato la zona, chiudendo anche un pezzo di strada tra via Stephenson e viale Certosa per motivi di sicurezza.
Lo spegnimento è andato avanti fino alle cinque del mattino, rallentato dal crollo parziale del tetto. “Abbiamo dovuto fare molta attenzione, la struttura era instabile”, ha raccontato uno dei vigili impegnati sul posto. Le cause dell’incendio sono ancora da accertare: si ipotizza un cortocircuito o forse un atto doloso. La Polizia Scientifica ha già preso i primi campioni tra le macerie carbonizzate per gli accertamenti.
Paura in quartiere e testimonianze dai residenti
Durante la notte sul luogo dell’incendio si sono radunati decine di curiosi e abitanti svegliati dal forte odore acre e dalle sirene spiegate. “Ho sentito un’esplosione poi ho visto fiamme altissime, mi sono spaventata e sono corsa alla finestra”, dice Anna Martini, 56 anni, che abita al civico 14 di via Stephenson. Alcuni condomini sono stati invitati a restare in casa con le finestre chiuse per evitare di respirare il fumo. Intorno all’una e mezza, i tecnici dell’Arpa Lombardia hanno fatto un primo controllo sull’aria: “Non sono state rilevate concentrazioni anomale di sostanze pericolose”, assicurano dall’agenzia ambientale.
La zona resta sorvegliata dalla Polizia Locale. La viabilità è stata riaperta solo verso le 7:30, dopo che i mezzi di bonifica hanno rimosso detriti e messo in sicurezza l’area.
Danni ingenti e incognite sul futuro della ditta
Il capannone distrutto ospitava una società che si occupa di logistica e stoccaggio merci. Il titolare, Carlo Rizzi, presente sul posto all’alba, parla chiaro: “Il danno è pesante, parliamo di almeno due milioni tra magazzino e attrezzature”. Nessun dipendente era dentro quando è scoppiato l’incendio; resta da capire se le attività potranno ripartire presto o meno. I sindacati locali mostrano preoccupazione per i possibili effetti sull’occupazione: “Chiediamo un incontro urgente con la proprietà per fare il punto”, dice Francesca De Simone della FILT-CGIL.
Indagini aperte, attesa per i risultati
Gli investigatori guidati dal PM Roberto Garzoni della Procura di Milano attendono i risultati delle analisi tecniche per chiarire cosa abbia davvero scatenato il rogo. Solo allora si potrà escludere o confermare la pista dolosa, che resta comunque nel mirino della Polizia. Nelle prossime ore sarà convocato un tavolo tra forze dell’ordine e autorità locali per valutare eventuali misure da adottare nella zona industriale. Il sindaco Beppe Sala ha ribadito davanti ai giornalisti: “La sicurezza delle aree produttive resta una priorità assoluta“.
Al momento non ci sono feriti né intossicati ma il conto dei danni materiali potrebbe salire nei prossimi giorni. La comunità locale chiede risposte: tanti vogliono capire se questo incendio sia stato un episodio isolato o il segnale di problemi più ampi nel cuore produttivo della città.