Stop ai PFAS nei prodotti di bellezza dal 2026: la Ue vieta le sostanze tossiche nel settore cosmetico

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12 Gennaio 2026

Parigi, 12 gennaio 2026 – Dal 1° gennaio in Francia è scattato il divieto di vendita di prodotti cosmetici contenenti sostanze considerate tossiche. Un passo importante per la tutela della salute pubblica in Europa. Il ministero della Salute francese sottolinea che questa decisione fa parte della strategia più ampia dell’Unione Europea, che punta a ridurre l’esposizione dei consumatori a ingredienti potenzialmente pericolosi, soprattutto quelli sospettati di interferire con il sistema endocrino o di avere effetti cancerogeni.

Francia e Ue: stop alle sostanze più rischiose nei cosmetici

La stretta è partita da Parigi e si sta estendendo in tutta Europa. La Francia ha anticipato l’Ue, vietando già nel 2025 alcune sostanze come il butylparaben e il propylparaben. L’Unione Europea procede a tappe: con il regolamento REACH si punta a eliminare gradualmente diversi ingredienti usati non solo nei cosmetici ma anche in creme solari e detergenti per il corpo, considerati pericolosi per la salute. Dal ministero francese precisano che, per ora, il divieto riguarda la vendita nei negozi fisici e online, lasciando però qualche mese di tempo per smaltire le scorte già presenti.

“Finalmente un risultato atteso da tempo”, commenta Sophie Dubois, presidente dell’associazione francese dei consumatori UFC-Que Choisir. “Da anni chiediamo regole più rigorose perché sul mercato ci sono troppi prodotti con ingredienti dubbi”. Non è un fenomeno isolato: anche in Germania sono già stati introdotti limiti severi, ad esempio sulla formaldeide nei trattamenti per capelli. In Italia le associazioni dei consumatori accolgono con favore la novità, ma chiedono più chiarezza sulle etichette.

Come riconoscere le sostanze nocive nei cosmetici

Tra le sostanze vietate ci sono filtri solari chimici come oxybenzone e benzophenone-3, parabeni usati come conservanti e alcune fragranze sintetiche che possono provocare allergie. L’elenco però cambia spesso. “Il vero problema è che molti consumatori non riescono a capire le etichette”, spiega Serena Romanelli, chimica cosmetologa milanese. Le sigle INCI — quei nomi lunghi in latino o inglese — risultano difficili anche per gli esperti.

Romanelli consiglia: “Chi vuole evitare ingredienti sospetti deve prendersi qualche minuto per consultare siti affidabili come EWG o Cosmetique Info. Meglio scegliere prodotti semplici e marchi trasparenti sulle formule”. Per chi è più attento ci sono anche app che leggono i codici a barre e segnalano i rischi legati ai prodotti. In Italia questa pratica è ancora poco diffusa ma sta prendendo piede soprattutto tra i giovani.

Il settore si prepara: sfide e opportunità

Il cambiamento non sarà facile né immediato. “Trovare alternative significa investire in ricerca — nuovi conservanti, nuovi filtri solari — e modificare le linee produttive”, spiega Gianni Satta, responsabile qualità di una multinazionale beauty con sede a Lione. Alcuni produttori temono aumenti dei costi e problemi nella distribuzione tra Paesi diversi. “I piccoli marchi rischiano di rimanere indietro rispetto ai nuovi standard europei”, aggiunge Satta.

Nonostante questo, il mercato sta cambiando. Le grandi aziende hanno già presentato linee “clean” o “senza” (parabeni, siliconi), mentre i brand bio e naturali hanno registrato un aumento delle vendite nell’ultimo trimestre del 2025. “La domanda maggiore arriva soprattutto dai clienti tra i 20 e i 40 anni”, raccontano dalle principali catene di profumeria di Parigi e Milano.

Consigli utili per chi compra cosmetici in Italia

Finché l’Italia non applicherà del tutto le nuove regole europee, esperti e associazioni consigliano qualche accortezza: prima di tutto leggere sempre la lista degli ingredienti (INCI) sul retro delle confezioni ed essere cauti con sigle poco conosciute; poi evitare acquisti da canali non ufficiali — specie online — dove si rischia di incappare in prodotti fuori norma; infine preferire marchi che mostrano certificazioni ambientali o pubblicano dati sulla sicurezza degli ingredienti.

“Serve consapevolezza”, conclude Romanelli. “Il divieto è un passo avanti importante, ma solo chi conosce davvero quello che compra può difendersi dai rischi”. Nei prossimi mesi sono attese nuove indicazioni dall’ECHA (l’Agenzia europea delle sostanze chimiche) con ulteriori restrizioni su fragranze sintetiche e microplastiche.

In sintesi, mentre le direttive Ue si fanno più stringenti e i consumatori diventano più attenti, il mercato del beauty vive una vera svolta — forse inevitabile. Ma per stare davvero alla larga dalle sostanze tossiche serve leggere bene le etichette e scegliere con cura dove acquistare i prodotti di tutti i giorni.

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