Route 66 compie 100 anni: viaggio tra i musei iconici da est a ovest

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7 Gennaio 2026

Milano, 7 gennaio 2026 – Da Trieste a Torino, passando per le storiche sale di Firenze, Roma e Napoli, il cammino della cultura in Italia si dipana lungo un filo rosso che unisce est e ovest. Non è solo una questione geografica, ma una storia fatta di incontri e memorie. Dietro ogni mostra permanente o temporanea c’è un racconto che attraversa generazioni e punti di vista attuali.

Dall’Est, il porto delle culture: Trieste e Venezia

Si parte dall’est, al confine friulano. Al Museo Revoltella di Trieste, in una fredda mattina di gennaio con il vento tagliente del Carso alle spalle, i visitatori si soffermano davanti ai dipinti di Carlo Carrà e ai progetti architettonici di Carlo Scarpa. “Qui si sente davvero la frontiera”, racconta Andrea, uno studente di ventidue anni che guida un gruppo di turisti sloveni. Negli ultimi anni, Trieste è tornata a essere un crocevia dell’arte mitteleuropea. I dati del 2025 parlano chiaro: quasi 250mila ingressi solo tra primavera e autunno.

Poco più a sud-ovest, Venezia continua ad attirare studiosi e visitatori curiosi. Nella Galleria dell’Accademia, tra le opere di Tiziano e i disegni di Leonardo, si sente ancora l’eco dei grandi flussi turistici. “Qui non conta solo quanti arrivano, ma la profondità con cui si guardano le opere”, spiega Chiara Rosso, conservatrice da più di dieci anni. Nel 2025 sono state organizzate tre nuove mostre dedicate all’arte veneziana tra ‘700 e ‘900. I fine settimana però restano complicati per l’affollamento.

Cuore della penisola: Firenze e Roma, custodi del Rinascimento

Spostandosi verso il centro, non si può ignorare il battito lento di Firenze. Gli Uffizi hanno superato i 4 milioni di visitatori nel 2025, secondo il report della Direzione regionale dei musei. Code fin dalle prime ore del mattino, occhi puntati verso i cieli affrescati della Galleria e tante scolaresche straniere con quaderni e audioguide alla mano. “Il rischio è dimenticare che ogni quadro ha avuto una sua vita, non solo un prezzo”, avverte il direttore Schmidt. L’autunno ha portato critiche sulla gestione dei flussi turistici.

A Roma, l’offerta è variegata e capillare. Dal MAXXI, polo dell’arte contemporanea nel quartiere Flaminio, alle Scuderie del Quirinale, che da ottobre a dicembre hanno ospitato una retrospettiva su Caravaggio seguita da oltre 400mila persone. “L’arte qui resta sempre viva”, racconta una giovane ricercatrice universitaria all’uscita della mostra. I dati del Ministero della Cultura confermano: nel Lazio i musei statali hanno registrato nel 2025 un aumento del 7% rispetto all’anno prima.

Il Sud: Napoli tra archeologia e nuovi progetti

Scendendo verso sud-ovest, Napoli conferma il suo ruolo chiave. Al Museo Archeologico Nazionale (MANN) gli ingressi nel 2025 hanno superato i 600mila. Nelle sale si intrecciano i reperti pompeiani con nuovi progetti digitali per far conoscere meglio le collezioni. Il direttore Paolo Giulierini sottolinea l’importanza delle collaborazioni con università straniere: “Solo così il patrimonio diventa davvero vivo”. A pochi passi, a Capodimonte, sono in corso lavori per aprire nuove ali del museo entro la prossima estate.

Occidente industriale: Torino tra storia e futuro

L’ultima tappa è a ovest: Torino. Qui la tradizione industriale si mescola alla cultura museale. Al Museo Egizio, nato nel 1824, i visitatori sfiorano il milione ogni anno. Nei fine settimana post-festivi famiglie e scolaresche si accalcano davanti alle vetrine con mummie e papiri antichi. Evelina Christillin, presidente del museo, dice in un’intervista recente: “L’Egizio non è solo archeologia, ma un ponte verso il Mediterraneo”. Accanto alla tradizione cresce anche il fascino del Museo Nazionale del Cinema nella Mole Antonelliana: qui le file alle casse iniziano già dalle 10 del mattino nei giorni festivi.

Un itinerario che racconta l’Italia

Questo viaggio nei musei italiani disegna una mappa diversa dal solito – lontana dalle guide da souvenir. Le cifre aggiornate al 2025 mostrano una crescita costante nell’interesse: secondo l’Istat ci sono stati quasi 60 milioni di ingressi nei musei pubblici nell’ultimo anno solare. È la dimostrazione che questo patrimonio continua a parlare alla gente – studenti, famiglie o viaggiatori soli che siano. La cultura resta uno spazio aperto dove ogni angolo d’Italia diventa occasione d’incontro vero.

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