Padova, padre lotta per i figli portati in Giappone dalla moglie: “Andrò davanti all’ambasciata”

Sara Gelmini

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3 Gennaio 2026

Forlì, 3 gennaio 2026 – Questa mattina un padre italiano di Forlì si è rivolto direttamente al sindaco Gian Luca Zattini per denunciare una situazione che ha sconvolto la sua famiglia negli ultimi mesi: la moglie, di origine giapponese, avrebbe portato con sé i loro tre figli piccoli in Giappone, lasciandolo in un’incertezza dolorosa. La segnalazione è arrivata al Comune e l’uomo è stato ricevuto dal primo cittadino negli uffici di Piazza Saffi intorno alle 9.30.

Scomparsa e apprensione: il racconto del padre

Il caso rientra nella complessa realtà dei rapimenti internazionali di minori ed è iniziato a fine autunno scorso. L’uomo ha raccontato ai servizi sociali, presenti all’incontro, che la moglie ha lasciato la casa di Forlì portando con sé i bambini di 8, 6 e 4 anni. “Da allora non ho più notizie certe su dove siano – ha detto con la voce spezzata ai cronisti davanti al municipio – e le autorità giapponesi sembrano non voler collaborare”. Nel suo racconto ci sono dettagli della quotidianità: l’ultimo messaggio vocale della figlia, una foto arrivata via chat poche ore prima della partenza. Dopo, solo silenzio.

L’intervento del Comune: supporto istituzionale

Durante l’incontro durato circa un’ora e mezza, Zattini ha ascoltato attentamente il padre e si è impegnato a coinvolgere la Prefettura e il Consolato italiano a Tokyo. “Faremo tutto quello che possiamo – ha assicurato il sindaco –, nessuna famiglia dovrebbe trovarsi in questa situazione”. Accanto a lui, la responsabile dei servizi sociali ha spiegato quali passi sono già stati fatti per portare il caso davanti alle autorità giudiziarie italiane. Non è cosa semplice: le norme italiane e giapponesi spesso non vanno d’accordo, complicando la cooperazione nei casi di affidamento internazionale.

Una questione diplomatica: norme e ostacoli

Il rapimento internazionale di minori è regolato dalla Convenzione dell’Aia del 1980, che prevede la collaborazione tra Stati per il ritorno immediato dei bambini sottratti illegalmente. Il Giappone però, pur avendo ratificato il trattato nel 2014, viene spesso richiamato in casi di mancata applicazione delle sentenze internazionali sul rimpatrio. Lo conferma anche l’avvocato forlivese che segue la vicenda: “Ci sono grosse difficoltà nel rapporto con la magistratura nipponica”. In passato il Ministero degli Esteri italiano ha più volte acceso i riflettori su casi simili: sono una ventina i dossier aperti nel nostro Paese su situazioni analoghe.

Le reazioni: solidarietà e richiesta di aiuto

Nel pomeriggio, in città non sono mancati momenti spontanei di solidarietà. Alcuni amici dell’uomo si sono ritrovati davanti al Municipio poco prima delle 15. “Lo conosciamo da anni, è un padre presente”, hanno raccontato due amiche di famiglia che hanno preferito restare anonime. Nei loro sguardi c’era preoccupazione; sullo smartphone hanno mostrato le foto dei bambini, mentre una maglietta abbandonata sul divano ricordava l’assenza. Sui social network si sono moltiplicati gli appelli alla Farnesina perché intervenga con “tutti i canali possibili”.

Le prossime mosse: giustizia e speranza

Adesso il caso passa nelle mani della magistratura italiana, mentre i servizi sociali comunali hanno aperto un filo diretto con il Ministero degli Esteri. Da Palazzo Saffi fanno sapere che domani partirà una nuova segnalazione formale alla Questura di Forlì-Cesena per aggiornare il fascicolo già aperto a novembre. L’uomo – che ha scelto di restare anonimo per proteggere i figli – ha ringraziato le istituzioni locali e aggiunto: “Spero solo di riabbracciarli presto”. In queste ore resta forte la sensazione di attesa e impotenza davanti a una storia dove diritto e affetti si intrecciano senza risposte certe.

Forlì si trova così a osservare in silenzio una vicenda familiare sospesa tra due mondi lontani. Mentre la macchina burocratica diplomatica muove lentamente i primi passi, resta viva una speranza sola: che questa assenza non diventi distanza definitiva.

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