Buenos Aires, 13 gennaio 2026 – Tra le vie di Buenos Aires, accarezzate dal caldo vento del gennaio australe, torna alla luce un particolare curioso della biografia del presidente argentino Javier Milei. Prima di conquistare la scena politica e accendere il dibattito nazionale con il suo stile irriverente, il leader libertario aveva creato un personaggio immaginario, un ‘supereroe’ ispirato alle sue idee economiche. Una nota a margine, forse, ma che in questi giorni di tensioni – tra tagli alla spesa pubblica e proteste in strada – torna a far parlare di sé nel racconto pubblico intorno alla Casa Rosada.
Javier Milei e il suo supereroe anti-Stato
Era il 2020, raccontano chi gli stava vicino, quando Milei, allora più conosciuto come economista che come uomo politico, iniziò a diffondere sui social e in tv le vignette del “General Ancap”. Il personaggio, metà generale d’esercito e metà paladino del libero mercato, brandiva una spada chiamata “taglia-spese” e sfoggiava un mantello nero con simboli di denaro. L’obiettivo? Spiegare con ironia le sue critiche al peso dello Stato sull’economia argentina. “Il General Ancap – ricorda chi l’ha visto nascere – era pensato soprattutto per conquistare i giovani, usando meme e battute”.
A raccontare quei tempi è Martín Guzmán, ex ministro dell’Economia: “Milei voleva rompere lo stereotipo dell’economista chiuso in biblioteca. Voleva parlare alla gente comune, rendere semplici temi complicati come inflazione e debito pubblico”. Il supereroe combatteva “l’inflazione maligna” e “il mostro della burocrazia” con mosse da fumetto ma con riferimenti ben concreti.
Il passato che ritorna tra i palazzi del potere
La storia del General Ancap non figurava nei documenti ufficiali. Eppure ora che Milei guida il Paese dopo la vittoria alle elezioni di novembre 2025, quella maschera da supereroe riaffiora. Nei giorni scorsi alcuni manifestanti davanti al Congresso hanno sventolato cartelli con scritto: “Milei fuori dal fumetto”, mentre sul web impazzano fotomontaggi che accostano il presidente al suo alter ego. Un boomerang? Non proprio.
“Lui non si nasconde”, dice uno dei suoi consiglieri sotto anonimato. “Ha ripetuto più volte: se serve a spiegare la riduzione delle tasse o a parlare di libero mercato senza filtri accademici, va bene così”. Lo stesso Milei raccontava in un’intervista del 2022: “Meglio ridere delle idee che piangere sulle tasse”. Il confine tra personaggio e politico si è fatto sottile fino quasi a sparire, almeno per molti osservatori.
Il peso della comunicazione pop nell’Argentina in crisi
In un’Argentina con un’inflazione sopra il 200% all’anno (dati INDEC di dicembre), lo scontro passa anche dalle parole usate per raccontare la realtà. Da una parte i sindacati accusano il presidente di ridurre tutto a slogan facili; dall’altra i suoi sostenitori lo applaudono per la capacità di “parlare chiaro”, anche grazie a figure come il suo ex supereroe. Non è un caso che nei bar di Palermo o ai mercatini di San Telmo girino magliette con la faccia stilizzata di General Ancap.
Secondo l’analista politico Ignacio Labaqui, “costruire un’immagine popolare è stato decisivo per la vittoria di Milei”. Quel mix tra marketing virale e riferimenti ai manga giapponesi – passione dichiarata dallo stesso presidente – ha fatto breccia soprattutto tra gli under 30, difficili da conquistare con i discorsi tradizionali.
Fumetto o politica: dove sta il confine?
Rimane una domanda aperta: questa comunicazione da fumetto può resistere alle pressioni della realtà? Per ora Milei va avanti senza cambiare rotta – tra decreti veloci e promesse di meno regole – mentre l’ombra del suo supereroe resta viva in meme e talk-show. Fonti vicine al presidente assicurano che non intende abbandonare quel passato né cancellare General Ancap dalla sua immagine pubblica.
“Non ho mai pensato che per essere credibili si debba rinunciare all’ironia”, spiegava Milei durante una diretta social nel 2023. Così l’Argentina si ritrova sospesa tra crisi economica, proteste sociali e una narrazione politica sempre più intrecciata col linguaggio della rete. Come in un fumetto diventato realtà – ma dove le conseguenze non restano mai solo sulla carta.