Il caffè viennese: dalla tradizione Asburgica alle nuove tendenze sociali e moderne

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13 Gennaio 2026

Vienna, 13 gennaio 2026 – Da oltre tre secoli, le sale dei caffè viennesi sono un punto d’incontro di storie, persone e fermento culturale. Oggi, tra tradizione, modernità e iniziative sociali, il rito del caffè nella capitale austriaca non smette di trasformarsi. Nel cuore della città, poco dopo le nove di mattina, il tintinnio delle tazzine fa compagnia a studenti e turisti sotto i lampadari in vetro di Murano, mentre i camerieri in giacca scura spiegano con un sorriso discreto le varie miscele disponibili.

Il caffè viennese: un rito che attraversa le epoche

Sedersi a un tavolino del Café Central o del Sperl, tra arredi in legno lucido e giornali infilati su bastoni di bambù, vuol dire compiere un gesto che i viennesi ripetono da generazioni. Il caffè, spesso servito con un bicchierino d’acqua a fianco, resta uno dei riti quotidiani più saldi della città. “C’è chi viene qui solo per leggere o guardare la gente,” racconta Anton Weber, cameriere da venticinque anni al Landtmann, “altri chiacchierano ore senza fretta.” Un’abitudine che ha segnato anche artisti e intellettuali: da Freud a Klimt fino a Stefan Zweig, le storie dei caffè di Vienna si sono intrecciate con la storia europea.

Tradizione e innovazione si incontrano nei locali storici

Negli ultimi anni, però, la scena dei caffè viennesi è cambiata. Accanto alle sale ottocentesche sono nate nuove realtà come il Café Phil o il Supersense, dove si può sorseggiare un espresso mentre si ascolta musica dal vivo o si sfogliano libri rari. In centro come nei quartieri più giovani – Neubau e Leopoldstadt soprattutto – lo stile nordico o internazionale si fa sempre più evidente. “I giovani cercano spazi flessibili, wi-fi veloce e menù che tengono conto anche delle diete vegane,” ammette Elisabeth Gasser, responsabile marketing di una nota catena locale.

Il risultato è una mappa variegata: ai classici melange e einspänner si affiancano versioni con spezie, latte d’avena e dolci rivisitati (il prezzo medio di una tazza oggi è tra i 3 e i 4 euro). Ma anche tra poltroncine moderne resta quel senso di “pausa sociale” che rende speciale l’esperienza viennese.

Progetti sociali dietro il bancone

Non solo gusto e atmosfera: dal 2021 sono cresciute le iniziative di inclusione sociale legate al mondo del caffè. Il Café Vollpension, per esempio, impiega pensionati in cucina e in sala. “Qui non si beve solo un buon cappuccino,” spiega la fondatrice Melanie Bittner, “ma si danno valore alle storie di chi ha tanto da raccontare”. Il progetto funziona: più di 20 anziani lavorano attivamente nel locale, che spesso fa il tutto esaurito nel weekend.

Altre iniziative puntano sull’integrazione: il Café Namsa offre formazione e lavoro a rifugiati politici soprattutto dal Medio Oriente. “Per noi il caffè è anche uno strumento di incontro,” sottolinea la manager Habiba Khalil, “e vedere clienti abituali scambiarsi saluti con chi serve ai tavoli è davvero bello.” Questi progetti non solo arricchiscono la vita sociale ma rafforzano anche la reputazione internazionale dei caffè viennesi come luoghi accoglienti.

Sostenibilità: più attenzione nelle scelte

La crescente sensibilità ambientale ha spinto molti caffè a cambiare rotta verso scelte più sostenibili. Si moltiplicano i locali che offrono miscele certificate Fair Trade o riducono l’uso della plastica usa e getta. Il Kaffeefabrik, per esempio, lavora solo con fornitori che garantiscono trasparenza sulle filiere – dal Guatemala all’Etiopia – e preferisce materiali compostabili per bicchieri e cannucce.

Anche nella formazione del personale si parla sempre più spesso di sostenibilità: “Spieghiamo ai nuovi assunti che scegliere una tazzina lavabile non è solo una questione estetica,” dice Peter Reiter, gestore del locale in Wiedner Hauptstraße. Un messaggio che colpisce soprattutto i clienti più giovani – viennesi ma non solo – sempre più attenti a questi temi.

Una pausa che resiste al tempo

In un mondo dove tutto corre veloce, la ritualità del caffè a Vienna resta una certezza. Che si lavori al portatile in un bistrot moderno o ci si scambino confidenze nei locali storici dove il tempo sembra rallentare, il caffè continua a essere molto più di una bevanda: uno sguardo su una città che cambia senza mai perdere le sue radici.

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