Roma, 9 dicembre 2025 – Ieri sera, nel cuore pulsante di Trastevere, hanno finalmente riaperto le porte dei nuovi locali dell’American Bar Meccanico, un punto di ritrovo che da oltre vent’anni accoglie personalità del cinema italiano e dell’arte. Dopo un trasloco molto atteso, lo storico bar si è spostato di pochi metri, al civico 48 di via della Lungaretta. Il taglio del nastro è stato alle 19, tra brindisi, chiacchiere e i flash dei fotografi, con il brusio delle voci amiche a fare da colonna sonora.
Riapertura a Trastevere: un locale storico torna a vivere
La nuova sede del Meccanico era attesa da settimane, soprattutto dopo la chiusura improvvisa del vecchio locale per lavori a ottobre. “Non volevamo lasciare il quartiere – ha detto la titolare Marta Caprari – Trastevere è casa nostra e restarci era fondamentale”. Tra i primi ad arrivare anche il regista Paolo Genovese e l’attrice Anna Foglietta, clienti di lunga data e volti noti al Festival del Cinema di Roma. “Questo posto è un laboratorio di idee e storie”, ha raccontato Genovese, salutando gli amici all’ingresso.
Gli spazi sono stati rinnovati ma mantengono lo spirito originale del bar aperto nel 2004: arredi vintage, bancone in ottone e luci soffuse. La sala principale ora ospita quaranta persone, dieci in più rispetto a prima. “Abbiamo voluto conservare l’anima del locale”, sottolinea Caprari, mostrando alcune fotografie in bianco e nero appese alle pareti. Ci sono scatti di Nanni Moretti, Jasmine Trinca, ma anche musicisti come Niccolò Fabi e scrittori che hanno fatto tappa qui dopo prime teatrali o presentazioni di libri.
Il bar delle star: da Moretti a Jasmine Trinca
Nel tempo il Meccanico si è guadagnato una fama particolare. Frequentato da tecnici, autori, attori fuori dal set ma anche dagli abitanti del quartiere, è diventato un luogo d’incontro informale, lontano dal turismo. “A Roma è raro trovare posti dove ci si conosce tutti e si parla senza filtri”, dice la produttrice Simona Ferri, ordinando un gin tonic al bancone. Storie di amicizie nate attorno ai tavoli in marmo si intrecciano con aneddoti notturni: un cameriere ricorda quando “dopo la premiazione dei David di Donatello, alle tre di notte abbiamo riaperto solo per loro”.
C’è chi rammenta una serata nel 2021 con tutta la troupe di una commedia girata a Ostia; chi invece ricorda il pomeriggio in cui Moretti, seduto in fondo alla sala, scriveva appunti per un nuovo film. L’atmosfera resta quella di sempre, assicurano i veterani del locale. Cambiano solo qualche dettaglio: cocktail aggiornati, selezione nuova di gin artigianali italiani e qualche quadro fresco alle pareti.
Un presidio culturale per la Capitale
Il trasloco non è solo una questione pratica. Per chi vive in zona – racconta Gianluca Bartoli, libraio in via della Scala – il bar resta “un presidio culturale”, dove spesso si tengono presentazioni di libri o piccole mostre fotografiche. “Il lunedì ci sono spesso incontri con registi emergenti o reading poetici improvvisati”, aggiunge Bartoli mentre sistema una locandina sulla vetrina.
Anche l’amministrazione municipale ha voluto celebrare la riapertura: “Trastevere ha bisogno di spazi vivi che resistano all’omologazione”, ha detto l’assessora alle Attività produttive Chiara De Santis, presente poco prima delle 20 al taglio del nastro. La serata è andata avanti tra brindisi e fotografie. Fuori, intorno ai tavolini esterni, alcuni studenti dell’accademia d’arte vicina si sono fermati per un aperitivo veloce, scambiando battute con i camerieri.
Scommessa sulla continuità
Con la nuova sede il bar punta a rafforzare il suo legame con la comunità creativa della città. “La nostra scommessa è la continuità”, ribadisce la titolare poco dopo mezzanotte, mentre gli ultimi clienti raccolgono le giacche per andarsene. Dalla porta arriva ancora il rumore delle risate e delle voci – fuori fa freddo ormai, ma dentro si respira quella familiarità che ha fatto grande questo posto.
I prossimi appuntamenti? Una serata musicale dedicata ai cantautori romani il 15 dicembre e una mostra fotografica prevista per gennaio. Chi cerca un drink dopo il cinema o un angolo tranquillo per discutere progetti non dovrà fare molta strada: il Meccanico resta lì, al centro di un quartiere che cambia ma sa ancora riconoscere i suoi luoghi simbolo.