Guerra tecnologica Usa-Giappone: il declino giapponese nella litografia dei chip e il ruolo di ASML

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3 Gennaio 2026

Eindhoven, 3 gennaio 2026 – La sfida tra Stati Uniti e Giappone nella litografia avanzata ha lasciato un segno profondo nell’industria mondiale dei semiconduttori. È stato un passaggio fondamentale nella crescita di ASML, oggi un gigante europeo. Una storia che parte dagli anni Ottanta, quando la corsa al primato tecnologico ha ribaltato gli equilibri industriali, spingendo il Giappone verso una rapida ascesa prima di fermarsi.

La scalata giapponese nella litografia e la svolta americana

A partire dal 1980, il Giappone emerge come protagonista nel settore della litografia, specializzandosi in macchinari essenziali per produrre chip sempre più piccoli e potenti. Aziende come Nikon e Canon dominano il mercato globale: nel 1986, secondo il World Semiconductor Trade Statistics, il paese asiatico controllava quasi metà del mercato delle attrezzature per semiconduttori. Un dominio che preoccupava molto Washington e spingeva gli Stati Uniti a rafforzare i propri investimenti e a mettere in campo nuove restrizioni commerciali.

Nel frattempo, le aziende americane — IBM, Intel, Applied Materials — rispondevano potenziando la ricerca interna e creando consorzi come SEMATECH (nato ad Austin nel 1987), con un coinvolgimento diretto del Dipartimento della Difesa. “Bisognava reagire con forza al vantaggio giapponese”, ha ricordato Charles W. Frank, ex direttore tecnico di SEMATECH, in un’intervista del 2024.

ASML e la crisi nipponica: incroci tra industria e politica

Proprio in quegli anni di scontro tecnologico prende corpo una realtà olandese che all’inizio passa quasi inosservata: ASML. Fondata nel 1984 a Veldhoven, la società procede con prudenza, stringendo accordi con Philips e ASM International per accedere a tecnologie europee e asiatiche. Solo tra fine anni Novanta e inizio Duemila ASML riesce davvero a farsi largo nel mercato globale della litografia avanzata.

Il successo arriva anche grazie al declino dei concorrenti giapponesi. Dal 1990, Nikon e Canon iniziano a perdere terreno per vari motivi: una concorrenza sempre più agguerrita, cambiamenti nei processi produttivi ma soprattutto l’incapacità di sostenere i costi enormi della ricerca sulle tecnologie di Extreme Ultraviolet Lithography (EUV). Un’analisi del Nikkei del 2023 rivela che oggi le due aziende coprono meno del 10% del mercato litografico mondiale.

Dietro questa transizione ci sono anche scelte politiche precise. Gli Stati Uniti — racconta Michael Brown, ex consigliere del Dipartimento del Commercio — hanno imposto dazi mirati e promosso alleanze con partner europei, spingendo così indirettamente l’ascesa di ASML. “Sapevamo che lasciare troppo potere in mano all’Asia sarebbe stato rischioso”, ha detto Brown nel 2025 durante una conferenza a Stanford.

Dati, brevetti e investimenti: la strategia vincente dell’Europa

Oggi ASML conta più di 6.000 brevetti registrati (fonte: European Patent Office) ed è partner dei maggiori produttori mondiali di chip come Samsung, TSMC e Intel. La sua tecnologia EUV — frutto di quasi vent’anni di investimenti mirati — è ormai il punto di riferimento per i processi produttivi sotto i 7 nanometri.

I numeri parlano chiaro: secondo l’ultimo bilancio ASML pubblicato a dicembre 2025, l’azienda ha superato i 29 miliardi di euro di fatturato, quasi triplicando rispetto al 2015. Il segreto? Collaborazioni strette con industrie e università europee come il Politecnico di Delft, unite alla capacità di gestire una catena produttiva globale senza perdere know-how critico verso concorrenti fuori dall’Europa.

Impatto globale e nuove tensioni

Nel frattempo, la dipendenza mondiale dalla tecnologia ASML crea nuovi equilibri geopolitici. Dopo le restrizioni commerciali verso la Cina avviate nell’autunno 2023, la società olandese è finita al centro di negoziati delicati tra Bruxelles, Washington e Pechino. Secondo esperti come il professor Kazuo Okada dell’Università di Tokyo, il declino giapponese ha rafforzato l’Occidente ma ha anche messo in luce le fragilità della catena globale dei semiconduttori.

Il prossimo decennio si giocherà sulla tecnologia litografica: Stati Uniti ed Europa — questa volta alleate — puntano a difendere una posizione ancora solida ma non certo invulnerabile. Solo allora si capirà davvero quanto quel capitolo tra Stati Uniti e Giappone abbia segnato la corsa al chip più avanzato.

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