Guerra tecnologica USA-Giappone: il declino giapponese nella litografia dei chip e il ruolo chiave di ASML

Esplora Giappone

info@esploragiappone.it

3 Gennaio 2026

Eindhoven, 3 gennaio 2026 – La sfida tra Stati Uniti e Giappone nella litografia ha segnato una svolta decisiva nella storia di ASML, il gigante olandese oggi protagonista dell’innovazione mondiale. Negli anni Ottanta, quando i semiconduttori diventavano il motore dell’economia digitale, il Giappone sembrava destinato a dominare anche il mercato delle apparecchiature per la produzione di chip. Oggi quel quadro è completamente cambiato, e ripercorrere quegli anni aiuta a capire il perché.

Gli anni Ottanta e l’egemonia giapponese

Per chi lavorava allora in aziende come Nikon e Canon, il mercato delle macchine litografiche sembrava un terreno già conquistato. “Sembrava non ci fosse spazio per nessun altro,” ricorda un ex manager Nikon, riferendosi alle quote di mercato che, tra il 1985 e il 1990, sfioravano il 70% in certi segmenti. Dietro questa supremazia c’era la spinta del governo di Tokyo, con piani industriali precisi e investimenti ingenti nella ricerca. Intanto gli Stati Uniti osservavano, spesso quasi increduli, l’ascesa nipponica.

Ma non bastavano solo gli sforzi nazionali. Sullo sfondo si muoveva la Silicon Valley: aziende come Intel e IBM cominciavano a collaborare con i produttori europei per provare a contrastare il dominio asiatico. “Fu allora che capimmo quanto fosse importante fare fronte comune,” ha confessato un ingegnere IBM in un’intervista del 2012.

L’arrivo di ASML: una svolta inaspettata

Nel momento di massimo vigore giapponese comparve sulla scena ASML, fondata a Eindhoven nel 1984 da una joint venture tra Philips e ASM International. L’Olanda sembrava un outsider rispetto ai colossi statunitensi e giapponesi; eppure, con pazienza e una strada diversa da seguire, l’azienda avrebbe riscritto le regole della litografia.

Il vero salto arriva alla fine degli anni Novanta con la tecnologia EUV (Extreme Ultraviolet): una scommessa costosa che all’inizio fece storcere il naso. “Gli ingegneri giapponesi ci guardavano dall’alto in basso,” ha raccontato Martin van den Brink, uno dei primi direttori tecnici ASML. Intanto i big asiatici rallentavano gli investimenti, convinti che la litografia a immersione avrebbe tenuto ancora per molti anni.

Il declino giapponese: scelte industriali e mercato globale

Il calo del Giappone nella litografia non è stato immediato, ma graduale. Nei primi anni Duemila la pressione dei produttori di chip come TSMC, Samsung e le aziende americane spinse verso tecnologie sempre più avanzate. “A un certo punto Nikon ha perso terreno. Le nostre strategie non seguivano più le richieste dei clienti,” ha ammesso un dirigente Canon durante una conferenza nel 2020.

Dietro la crisi c’erano scelte industriali precise: meno apertura alla collaborazione internazionale e scarsa flessibilità nell’adottare nuove soluzioni ottiche. Le aziende americane invece spingevano forte sull’innovazione europea. Così ASML in pochi anni è diventata l’unica fornitore delle macchine più sofisticate.

Secondo un report del 2023 pubblicato da SEMI, l’associazione mondiale dei semiconduttori, oggi le quote giapponesi sono sotto il 10%. Il panorama si è ribaltato rispetto a quarant’anni fa: ASML controlla oltre il 90% del mercato delle litografiche avanzate, servendo clienti in Asia, Europa e America.

Oggi: tensioni geopolitiche dietro la leadership olandese

Questa lunga trasformazione emerge chiaramente dai numeri ma anche dalle tensioni internazionali. La supremazia di ASML è al centro dello scontro tra Cina, Stati Uniti ed Europa. “Nessuno può produrre chip all’avanguardia senza i nostri sistemi,” ha detto Peter Wennink, amministratore delegato dell’azienda, in un’intervista recente al Financial Times.

Da Tokyo intanto si guarda al passato con un misto di rimpianto e pragmatismo. “Abbiamo sottovalutato quanto sarebbe stato veloce il cambiamento,” ha confessato un ex responsabile R&D Nikon in un incontro pubblico recente. Però il Giappone resta ancora forte nei materiali speciali e nei componenti ottici di precisione, anche se non domina più nelle macchine principali.

Solo tornando indietro alla sfida tra Stati Uniti e Giappone – fatta di visioni diverse e rischiose scommesse tecnologiche – si capisce davvero come sia nata quella leadership fragile ma ancora incontrastata di ASML nella litografia mondiale.

×