Grandi Mostre 2026 in Italia: Da Giotto e Bernini a Rothko con Eventi a Brescia, Venezia e Milano

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2 Gennaio 2026

Brescia, 2 gennaio 2026 – I primi giorni del 2026 vedono Brescia, Venezia e Milano protagoniste sulla scena culturale italiana. Al Museo di Santa Giulia, il Liberty torna a brillare; a Venezia, la performance di Marina Abramovic cattura l’attenzione nelle Sale della Misericordia. Nel frattempo, a Milano si chiude una mostra sui Macchiaioli e si dà l’ultimo saluto a Lorenzo il Magnifico.

Il Liberty illumina il Museo di Santa Giulia a Brescia

L’anno parte forte a Brescia con “Liberty. Uno stile per l’Italia moderna”. Da domenica 3 gennaio il Museo di Santa Giulia apre le porte a una collezione di oltre 200 pezzi: dipinti, mobili, manifesti pubblicitari, ceramiche e sculture che raccontano un’epoca di passaggio tra Ottocento e Novecento. Tra le antiche mura del monastero longobardo spiccano opere di Giuseppe Sommaruga, Vittorio Zecchin e manifesti firmati da Leonetto Cappiello.

“La mostra mette in luce quanto il Liberty abbia segnato l’identità di un’Italia nuova,” ha detto ieri mattina la curatrice Luisa Zappella, durante l’anteprima stampa delle 10.30. Già prima delle 11, davanti all’ingresso principale c’erano famiglie con bambini e insegnanti in vacanza che aspettavano di entrare. Tra vasi decorati con fiori e lampade di vetro opalino, un visitatore si è lasciato andare: “Questi oggetti ci parlano ancora,” ha sussurrato quasi a sé stesso.

Marina Abramovic porta la performance a Venezia

Non lontano da lì, ma con un’atmosfera tutta diversa, a Venezia è arrivata l’arte internazionale di Marina Abramovic. L’artista serba ha inaugurato oggi la sua mostra personale alle Sale della Misericordia dal titolo “The Present Moment”. In programma fino al 29 marzo, il percorso ripercorre mezzo secolo di indagine sul corpo, sulla presenza e sui limiti fisici ed emotivi.

“Cerco sempre quel silenzio che precede la tempesta,” ha raccontato Abramovic alla stampa locale seduta su uno sgabello vicino a una delle sue installazioni. Tra i visitatori molti studenti delle Accademie d’arte del Nordest e collezionisti inglesi arrivati apposta per l’occasione. Le performance dal vivo si terranno in diversi momenti della giornata; già questa mattina è stato notato Philippe Daverio junior, attento e immobile sotto le luci soffuse.

Macchiaioli in chiusura e l’addio al Magnifico a Milano

A Milano, intanto, si vive un doppio momento negli ultimi giorni delle feste. Al Palazzo Reale, la mostra “I Macchiaioli. Arte ribelle a Firenze” chiude domenica 4 gennaio dopo oltre tre mesi intensi: secondo gli organizzatori sono stati circa 120mila i visitatori totali. Il percorso ripercorre le origini della pittura moderna italiana attraverso nomi come Giovanni Fattori e Telemaco Signorini, con opere provenienti da collezioni pubbliche e private. “È un’opportunità per riscoprire il valore della macchia nell’arte dell’Ottocento,” ha detto il direttore artistico Mario De Simone durante un incontro con i giornalisti alle 14.45.

Nelle stesse ore, nelle sale di Palazzo Marino cala il sipario su “Il Magnifico Lorenzo”, esposizione che racconta la vita pubblica e privata di Lorenzo de’ Medici attraverso documenti originali, codici miniati e medaglie. L’affluenza nell’ultima settimana ha superato ogni aspettativa: dalle 10 alle 18 si formano file ordinate tra la sala degli Arazzi e il cortile interno. Una insegnante d’arte di Rozzano ha commentato: “I ragazzi si fermano davanti alle lettere autografe: danno un volto vero al mito.”

L’Italia dell’arte riparte fra pubblico e memoria

Queste tre città restano così laboratori vivi dove passato e presente si confrontano attraverso l’arte. Brescia punta sull’identità nazionale del Liberty; Venezia sulle sfide creative di Abramovic; Milano custodisce tradizione toscana e memoria rinascimentale. Un gennaio che promette già molti altri appuntamenti – lo confermano gli addetti ai lavori – ma ora tocca ai visitatori: alle loro domande davanti ai quadri e agli sguardi attenti che attraversano le sale una dopo l’altra.

“Non basta vedere,” spiegava ieri una giovane guida tra i corridoi del Santa Giulia, “bisogna ricordare chi siamo e da dove veniamo.” E tra luci accese o riflessi sull’acqua della Laguna, si capisce perché.

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