Tokyo, 2 gennaio 2026 – Si infiamma ancora il dibattito sulle radici e sul futuro del Parlamento giapponese. Ieri è intervenuta in prima persona la premier Sanae Takaichi, scegliendo di parlare davanti alle telecamere nel cuore pulsante di Tokyo. Erano da poco passate le 11 quando, davanti al maestoso edificio della Dieta, si è radunata una piccola folla di parlamentari e giornalisti. Il tema? La sfida di tenere alta la memoria istituzionale in un Paese diviso tra chi spinge per le riforme e chi vuole guardare alle tradizioni. Un dibattito che parte proprio con il nuovo anno.
La premier Takaichi apre il confronto sulla storia della Dieta
Il palazzo della Dieta, costruito nel 1936 e oggi sede delle due Camere del Parlamento giapponese, è uno dei simboli più riconoscibili della politica nipponica. “Qui si è scritta la storia moderna del Giappone”, ha detto la premier Takaichi davanti ai microfoni, concedendosi una pausa prima di andare avanti. Ma non tutti condividono questa visione. Dentro il Partito Liberal Democratico e nell’opposizione sono diversi quelli che mettono in discussione proprio il senso di quell’eredità.
La questione è tornata d’attualità dopo le polemiche sui lavori di restauro e sulla gestione degli spazi parlamentari, che si intrecciano con il ricordo del passato bellico del Giappone. “La Dieta – ha aggiunto Takaichi – deve restare un luogo di confronto aperto, non un santuario per una nostalgia cieca”. Parole che hanno fatto discutere nei corridoi: alcuni storici dell’università di Tokyo parlano di un “bilanciamento difficile”, mentre altri sottolineano l’urgenza di aggiornare le istituzioni.
Dietro le mura: tra memoria storica e necessità di cambiare
Il palazzo della Dieta venne inaugurato appena nove anni prima che entrasse in vigore la Costituzione pacifista del 1947. Da allora quelle sale hanno visto sedute decisive e momenti difficili. Ora, nei primi giorni del 2026, il nodo è come valorizzare questo luogo storico.
Il Ministero dei Trasporti ha reso noto che i lavori di restauro supereranno i 15 miliardi di yen (poco meno di 100 milioni di euro). Una cifra importante che ha sollevato più d’una perplessità tra l’opinione pubblica e anche all’interno dei partiti stessi. Kenji Yamamoto, leader dell’opposizione, ha definito quella spesa “da rivedere con attenzione in un momento delicato per l’economia”. Nel frattempo, diversi membri della commissione Bilancio chiedono chiarezza su ogni dettaglio dell’appalto.
La Dieta, simbolo controverso in un Giappone in trasformazione
Intanto la discussione sul valore simbolico della Dieta divide anche i cittadini comuni. Sui social impazzano commenti e foto d’epoca: c’è chi difende con forza le tradizioni, chi invece chiede un cambio netto dell’immagine delle istituzioni. “È il posto dove si decide il nostro futuro”, ha scritto su X una giovane studentessa ventenne a Tokyo, “ma forse è ora che lo aprano davvero ai giovani”.
Per analisti come Hiroshi Sato, editorialista del Mainichi Shimbun, solo così si potrà ritrovare un equilibrio tra politica e società. La memoria collettiva torna quindi al centro dell’agenda nazionale mentre la premier Takaichi cerca un difficile punto d’incontro fra spinte conservatrici e richieste di apertura.
Verso nuovi scenari per la politica giapponese
Ieri mattina, con il traffico che scorreva lento sulla Sakurada-dori vicino ai giardini imperiali, le parole della premier hanno lasciato un segno tra chi passava: “Non basta restaurare le mura”, ha detto Takaichi davanti ai giornalisti. “Bisogna anche ricostruire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”. Una frase letta da molti come un possibile segnale verso nuovi interventi legislativi nelle prossime settimane.
Secondo alcune anticipazioni, il governo sarebbe pronto a istituire una commissione speciale per occuparsi dei beni pubblici storici. Un passo che potrebbe riaccendere il dibattito sull’identità democratica del Giappone a quasi novant’anni dalla nascita della Dieta. Intanto resta aperta la domanda: quale strada prenderà davvero il Parlamento? Tra memoria, efficienza e rappresentanza, la sfida è appena cominciata.