Tokyo, 13 gennaio 2026 – Il Giappone ha messo a segno a novembre un surplus nelle partite correnti di 3.674 miliardi di yen, stando ai dati diffusi stamattina dal Ministero delle Finanze. Il risultato supera nettamente sia i 2.834 miliardi di ottobre che le previsioni degli analisti, che si fermavano a 3.594 miliardi. Un segnale chiaro di un rafforzamento della posizione esterna del Paese, proprio in un momento in cui il quadro globale resta tutt’altro che stabile.
Saldo delle partite correnti migliore del previsto
Il dato comunicato oggi dalle autorità giapponesi mostra una situazione più robusta del previsto: le partite correnti, che misurano la differenza tra esportazioni e importazioni di beni, servizi, redditi da investimenti e trasferimenti unilaterali, si sono rafforzate rispetto al mese scorso e alle stime di diversi istituti internazionali. “Il risultato rispecchia sia la stabilizzazione dei prezzi delle materie prime sia una domanda estera ancora vivace, soprattutto nel settore tecnologico”, spiega Junichi Makino, capo economista di Nomura Securities.
Gli esperti puntano il dito soprattutto sulla ripresa delle esportazioni verso Cina e Stati Uniti come elemento chiave. Elettronica di consumo e settore automobilistico continuano a spingere il saldo positivo, nonostante le oscillazioni valutarie: nelle ultime settimane lo yen è rimasto debole intorno a quota 146 sul dollaro.
Settori chiave e l’effetto della valuta
Nel dettaglio, spiegano fonti del Ministero delle Finanze, il balzo delle partite correnti a novembre deriva soprattutto dal miglioramento del saldo commerciale. Questo grazie sia al valore più alto delle esportazioni sia a una spesa più contenuta per le importazioni energetiche. “Abbiamo registrato una domanda in ripresa per le auto ibride e un ritorno nelle spedizioni di semiconduttori”, si legge nella nota ministeriale inviata alle agenzie alle 7:00 ora locale.
La debolezza dello yen aiuta le vendite all’estero: le aziende giapponesi possono proporre prezzi più competitivi fuori dai confini nazionali. D’altra parte, però, rende più costose le importazioni. Tuttavia, nell’ultimo trimestre del 2025 il calo dei prezzi del petrolio e del gas liquefatto ha alleggerito l’impatto negativo sul saldo complessivo.
Implicazioni per le politiche economiche
Il dato di novembre arriva in un momento delicato per l’economia giapponese. La Banca del Giappone, che deve fronteggiare una pressione inflazionistica in aumento, sta pensando se lasciare o meno la politica ultra-accomodante degli ultimi anni. Nel bollettino diffuso ieri sera, la banca centrale ha sottolineato la necessità di “tenere sotto controllo i movimenti dei prezzi e le prospettive di crescita”, senza però anticipare mosse sui tassi d’interesse.
Il Ministro delle Finanze, Shunichi Suzuki, ha preferito mantenere un atteggiamento cauto: “Il saldo positivo è sicuramente un buon segnale, ma restiamo attenti ai rischi globali e alle tensioni sui mercati energetici”. Alcuni osservatori fanno notare come l’aumento del surplus sia anche legato a fattori temporanei, come la stagionalità delle esportazioni agricole e la riduzione della spesa turistica verso l’estero.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Guardando avanti, molti analisti vedono una stabilizzazione moderata del saldo delle partite correnti, con alti e bassi legati ai cambi valutari e all’andamento dell’economia mondiale. Il rapporto appena pubblicato segnala anche un piccolo aumento dei redditi da investimenti all’estero, voce importante per il Giappone che resta tra i maggiori creditori globali.
A Tokyo intanto l’indice Nikkei apre la settimana piatto: alle 10:30 locali segna +0,1%, segno che i mercati hanno già scontato in parte la notizia. Ora gli operatori attendono i dati definitivi sul PIL dell’ultimo trimestre e nuovi segnali dalla BoJ sulle future mosse monetarie.
Nel frattempo c’è chi resta prudente tra gli imprenditori. “Ci sono segnali positivi ma non mancano le incognite”, racconta Koji Watanabe, responsabile relazioni esterne per Hitachi, durante una conferenza. Solo quando sarà chiaro se questa ripresa potrà consolidarsi avremo un quadro più definito. Per ora – nonostante tutto – il Giappone dimostra ancora una volta la sua capacità di tenere banco sui mercati internazionali.