Giappone leader nell’economia ICT: la svolta tecnologica che cambia il mercato globale

Sara Gelmini

info@esploragiappone.it

10 Gennaio 2026

Tokyo, 10 gennaio 2026 – Il Giappone, da decenni uno dei protagonisti assoluti nel campo della tecnologia, si trova oggi a un bivio che mette in allarme investitori e addetti ai lavori: può davvero considerarsi una economia ICT di punta? Non si tratta solo di numeri o primati, ma di un intreccio complesso che coinvolge investimenti, infrastrutture, mentalità aziendale e politiche pubbliche. Eppure, tra i grattacieli di Shibuya e le aule dei politecnici di Osaka, la risposta non è affatto scontata.

Innovazione digitale e infrastrutture: tra eccellenze e zone d’ombra

Gli ultimi dati del Ministero degli Affari Interni e delle Comunicazioni dipingono un quadro a due facce. Da una parte, il tasso di penetrazione della banda larga supera il 95% nelle grandi città, mentre la copertura del 5G arriva già al 72% della popolazione. Risultati importanti ottenuti grazie a massicci investimenti pubblici e privati nella fibra ottica: solo nel 2025 sono stati spesi 4,2 miliardi di euro per nuove dorsali. Ma al di fuori dei grandi centri come il Tohoku o l’isola di Kyushu, ci sono ancora molte aree dove la connessione arranca.

Il ruolo di giganti come Sony, Panasonic e SoftBank dà l’idea di un Paese proiettato nel futuro. Tuttavia, come ha spiegato pochi giorni fa il professore Kenji Tanaka dell’Università di Tokyo, “il sistema giapponese resta piuttosto lento ad adottare piattaforme cloud e servizi digitali avanzati”. Un vero paradosso in un paese dove la robotica è ovunque: dagli aeroporti ai supermercati.

Formazione e capitale umano: la vera sfida

Dietro questa facciata super tecnologica si nasconde un problema serio legato all’istruzione digitale. Secondo un rapporto del World Economic Forum, nel 2025 solo il 38% delle aziende giapponesi ha avviato programmi per aggiornare le competenze digitali dei dipendenti. La scarsità di ingegneri del software – appena 920mila secondo l’associazione nazionale – frena la crescita delle startup più innovative.

“Serve puntare sulle competenze digitali dei giovani e dei lavoratori”, ha ribadito il ministro Yoshihiko Okabe durante una conferenza sull’innovazione lo scorso mese. Solo così – ha aggiunto – “potremo davvero parlare di leadership nel settore ICT”. Ma intanto il fenomeno delle grandi dimissioni, cresciuto anche a Tokyo dopo la pandemia, evidenzia un disagio diffuso nel mondo del lavoro hi-tech.

Mercato, imprese e start-up: tra tradizione e nuovi tentativi

Il mercato delle tecnologie informatiche vale più di 180 miliardi di euro all’anno. Le multinazionali giapponesi restano forti nella produzione hardware – basta pensare alla loro posizione nei semiconduttori e nelle componenti elettroniche di precisione. Però quando si tratta della digitalizzazione globale – dalla sicurezza informatica all’intelligenza artificiale – il Giappone sembra giocare in modo più cauto rispetto agli Stati Uniti o alla Corea del Sud.

“C’è una certa prudenza che pesa sulle decisioni aziendali”, commenta Takeshi Nakamura, capo Ricerca e Sviluppo in una fintech di Osaka. Le startup crescono (sono circa 12mila secondo Startup Genome), ma raccogliere capitali resta complicato. Anche le procedure burocratiche per avviare nuove imprese sono ancora troppo pesanti rispetto ad altri Paesi asiatici.

Politiche pubbliche: passi avanti ma serve più coraggio

Sul fronte pubblico, il governo guidato da Fumio Kishida ha lanciato nel 2024 il piano “Digital Japan 2030”, con l’obiettivo di automatizzare la Pubblica Amministrazione e spingere le PMI verso il digitale. I risultati? “Ci sono progressi concreti, ma serve aprirsi maggiormente agli standard internazionali”, ha ammesso in un’intervista al Nikkei il viceministro Ayaka Inoue.

Sul fronte della sicurezza informatica, gli attacchi recenti alle aziende del settore energetico hanno costretto il governo a rafforzare la collaborazione con Europa e Stati Uniti. Solo tra gennaio e ottobre 2025 sono stati registrati oltre 34mila tentativi di intrusione.

Il futuro dell’economia ICT giapponese

Alla domanda iniziale – se il Giappone sia oggi una vera potenza nell’ICT – la risposta non è semplice. “Siamo leader nella produzione industriale e nella robotica”, sottolineano da Mitsubishi Electric. Ma su cloud, intelligenza artificiale e piattaforme digitali persistono ritardi strutturali.

Nei grandi gruppi come nei coworking di Shibuya si sente forte l’urgenza di cambiare passo. Il Paese che ha inventato il Walkman oggi corre per non perdere terreno nelle nuove sfide digitali: molti osservatori concordano sul fatto che sarà la capacità di innovare anche sul piano culturale – non solo tecnologico – a decidere se Tokyo tornerà davvero al vertice mondiale dell’ICT.

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