Roma, 8 gennaio 2026 – La fiducia dei consumatori giapponesi ha registrato un leggero calo a dicembre 2025. È quanto emerge dai dati diffusi dal Cabinet Office di Tokyo, che spingono a riflettere sull’andamento dell’economia nipponica negli ultimi mesi dell’anno. Il Consumer Confidence Index, aggiornato ogni mese, è sceso a 36,2 punti, contro i 36,5 di novembre. Una variazione piccola, certo, ma che racconta l’incertezza che le famiglie avvertono su redditi futuri, lavoro e capacità di comprare beni durevoli.
La rilevazione del Cabinet Office: numeri e tendenze
Il Cabinet Office ha raccolto le risposte di oltre 8.000 famiglie tra il 20 e il 31 dicembre. Il risultato mostra una leggera flessione rispetto alle attese degli esperti, che si aspettavano una stabilità dopo i timidi segnali di ripresa visti in autunno. A preoccupare sono soprattutto i prezzi e la situazione del lavoro. “Le famiglie restano caute – spiega Koichi Tani, portavoce del Cabinet Office –. Le aspettative sull’occupazione non sono cambiate molto e anche la voglia di spendere resta ferma”.
Pressioni inflazionistiche e salari: le cause del rallentamento
Dietro al calo della fiducia dei consumatori ci sono problemi strutturali ben noti: salari che crescono poco e prezzi al dettaglio sempre sotto pressione. Nel 2025 l’indice dei prezzi al consumo (CPI) è salito in media dell’1,9%, dicono le stime dell’Ufficio Statistico nazionale, mentre i salari reali sono praticamente fermi. Questo squilibrio pesa sulle famiglie. “I giapponesi continuano a stare molto attenti a come spendono”, dice Kenji Naito di MUFG Research. “Molti segnalano difficoltà con le bollette energetiche e il costo dei generi alimentari”.
Le reazioni dei mercati e le attese per la Banca centrale
Il calo della fiducia non ha scosso troppo i mercati finanziari di Tokyo: il Nikkei 225 ha iniziato la giornata in calo ma poi ha recuperato chiudendo con un +0,2%. Intanto cresce l’idea che la Bank of Japan terrà una linea prudente sulla politica monetaria. “Non ci aspettiamo cambiamenti improvvisi sui tassi”, ha detto uno strategist di Nomura Securities durante un incontro con la stampa locale. I numeri di dicembre sono troppo deboli per spingere verso una stretta già nei primi mesi del 2026.
Impatto sociale: voci dalle famiglie e previsioni per il 2026
Nel quartiere Koto a Tokyo, la signora Masako Fujita racconta: “Quest’anno abbiamo tagliato le spese per Natale. Carne e verdure costano sempre di più e mio marito teme che possano ridurgli l’orario di lavoro”. Situazioni simili si trovano anche a Sapporo e Osaka. Le associazioni dei consumatori notano un aumento delle richieste di aiuto per le spese scolastiche. Secondo alcune stime del Japan Center for Economic Research, anche nel primo trimestre del 2026 la fiducia resterà bassa, tra i 36 e i 37 punti, se non arriveranno interventi mirati su redditi e prezzi.
Le misure attese dal governo Kishida
Dal governo guidato da Fumio Kishida si aspetta nei prossimi mesi un nuovo pacchetto per aiutare le famiglie a basso reddito e le piccole imprese più colpite dall’aumento dei costi fissi. Nei corridoi della Dieta si parla di prolungare i sussidi energetici e di varare un piano speciale per gli aumenti salariali nel pubblico impiego. “Stiamo valutando tutte le opzioni per tutelare il potere d’acquisto”, ha detto ieri il ministro delle Finanze Shunichi Suzuki.
Uno scenario ancora incerto
In definitiva, il quadro a fine 2025 sulla fiducia dei consumatori giapponesi mostra un’attesa senza scosse nette: niente frenate brusche ma nemmeno segnali chiari di ripresa forte. Sullo sfondo resta il dubbio su quanto davvero il prossimo ciclo economico riuscirà a tradursi in miglioramenti tangibili per le famiglie. Intanto – tra le voci raccolte in strada e nei mercati – molti guardano ai primi mesi del 2026 con un misto di cautela e speranza concreta.