Giappone aperto al dialogo con la Cina ma riconosce le tensioni esistenti

Sara Gelmini

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5 Gennaio 2026

Roma, 5 gennaio 2026 – Il presidente del Consiglio, Giovanni Russo, ha ammesso oggi a Palazzo Chigi che, all’interno della maggioranza di governo, ci sono ancora “varie questioni e problemi” da risolvere. L’occasione è arrivata in tarda mattinata, durante un incontro informale con la stampa convocato alle 11.30, dopo settimane di tensioni emerse sia in aula sia nei vertici notturni tra i partiti che sostengono l’esecutivo. “Ci sono temi su cui dobbiamo ancora confrontarci apertamente, ma lo spirito di squadra non manca”, ha detto Russo davanti ai cronisti nel Salone Verde.

Divisioni tra alleati e nodi irrisolti

Le divergenze – confermano fonti di Palazzo Chigi – riguardano soprattutto due temi caldi: la riforma fiscale e la gestione delle politiche migratorie. Da una parte i centristi spingono per rivedere il sistema delle detrazioni, dall’altra Lega e Fratelli d’Italia chiedono tagli alle aliquote sui redditi medi. Nella riunione di ieri sera, conclusasi poco prima della mezzanotte, si è parlato molto della necessità di “trovare una sintesi reale”, come ha spiegato il capogruppo della Lega alla Camera, Marco Bellini. Ma la strada resta in salita. Al tavolo guidato dal sottosegretario Giulia Trento i toni si sono fatti accesi, soprattutto sui decreti sicurezza, dove le distanze tra le forze sono evidenti.

Nonostante tutto, il premier ha ribadito che il governo “continuerà a lavorare con serietà e rispetto reciproco”. Un messaggio rivolto tanto all’interno quanto all’esterno della maggioranza. “Nessuna frattura insanabile”, ha tagliato corto Russo. Ma dietro le quinte, raccontano fonti ben informate, l’atmosfera resta tesa. Qualcuno come la ministra delle Infrastrutture Roberta Leoni avrebbe lasciato l’ultima riunione prima del previsto dopo un acceso scambio sulle priorità di bilancio.

Fisco e migranti: le spine nel governo

Al centro delle discussioni c’è soprattutto il tema del fisco. Le ultime stime del Ministero dell’Economia indicano un fabbisogno da 6 miliardi da trovare entro marzo per rispettare gli impegni presi con Bruxelles. “Serve un equilibrio fra taglio delle tasse e rispetto dei vincoli europei”, spiega l’economista Gianni Salvini, vicino ai centristi. Proprio qui emergono le divergenze più nette: Forza Italia vuole una revisione profonda delle agevolazioni per le imprese; la Lega punta invece a incentivi per le famiglie numerose.

Sull’altro fronte c’è la questione dei migranti, soprattutto sulla gestione dei centri di accoglienza e sulle misure restrittive proposte da alcuni esponenti di Fratelli d’Italia. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, negli ultimi quindici giorni gli sbarchi sono aumentati del 13%, aumentando la pressione su una linea comune da adottare. “Bisogna evitare slogan e guardare ai numeri”, avverte la ministra dell’Interno Elisa Marino, che chiede “risposte concrete e unità”.

Palazzo Chigi prova a tenere insieme la maggioranza

In questo clima complicato, Russo cerca di mantenere ferme le redini della coalizione. Solo ieri sera avrebbe avuto un colloquio riservato con i segretari dei principali partiti alleati: un incontro durato oltre un’ora in cui è emersa la volontà comune di “non mettere a rischio il governo inutilmente”. Ma i problemi restano sul tavolo e non si escludono altri incontri già nei prossimi giorni; domani alle 15 è previsto un nuovo vertice a Palazzo Chigi.

“Stiamo lavorando per trovare soluzioni condivise”, ha assicurato Russo uscendo dalla riunione poco dopo le 13. L’obiettivo è arrivare al prossimo Consiglio dei ministri – fissato a metà gennaio – con almeno due provvedimenti importanti: una bozza snella per la riforma fiscale e il decreto sui flussi migratori.

Reazioni dall’opposizione e attesa nell’opinione pubblica

L’opposizione osserva con attenzione lo scenario politico. Dal Partito Democratico arriva il commento che “le divisioni nella maggioranza sono ormai evidenti”. Il Movimento Cinque Stelle invece invita l’esecutivo a “dare finalmente ascolto alle richieste del paese reale”. Nel frattempo, l’opinione pubblica resta in attesa di segnali concreti: secondo un sondaggio Swg pubblicato stamattina, il 47% degli italiani vede negativamente la tenuta della maggioranza in questa fase.

Per ora, tra ammissioni pubbliche e trattative sotto traccia, la partita resta aperta. Nei prossimi giorni si capirà se le forze che reggono Palazzo Chigi riusciranno davvero a superare tensioni e divisioni. A Roma i riflettori restano puntati sul prossimo Consiglio dei ministri: appuntamento martedì 13 gennaio alle 10 del mattino.

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