Giappone Abbandona le Cannucce di Carta: McDonald’s e Starbucks Tornano alle Alternative

Sara Gelmini

info@esploragiappone.it

12 Gennaio 2026

Tokyo, 12 gennaio 2026 – In Giappone, a pochi anni dal loro arrivo, le cannucce di carta non godono più della stessa simpatia. All’inizio del 2022 sembrava che questa alternativa ecologica avrebbe conquistato bar e locali di tutto il Paese. Invece, già dall’autunno successivo, l’entusiasmo è calato drasticamente: al posto degli applausi sono arrivate proteste, ironie e persino richieste per tornare alle vecchie cannucce di plastica.

L’inizio: tra speranze verdi e cultura pop

L’introduzione delle cannucce di carta nelle catene più famose – Starbucks, Mos Burger, Doutor – era stata accompagnata da grandi proclami ambientali e campagne sui media. All’inizio del 2023, influencer giapponesi avevano rilanciato con forza lo slogan “per il mare pulito”. Kaito Tanaka, uno studente di Yokohama, raccontava: “All’inizio mi sembrava una bella idea, anche i miei amici erano convinti che servisse”.

Ma non è andata così. Pochi mesi dopo, su Twitter e Instagram sono spuntati i primi meme sulle cannucce che si piegano o si sfaldano nel tè freddo o nel latte matcha. Il problema principale? Bevande calde e dense come lo smoothie di mango. Una dipendente di Mister Donut a Shibuya ha spiegato: “La cannuccia si ammolla troppo presto, dopo cinque minuti va buttata”.

Disagi quotidiani e reazioni dai consumatori

Il malcontento non riguarda solo la fragilità delle cannucce di carta. Alcuni clienti lamentano anche un sapore strano e la sensazione che siano poco igieniche. “Con la plastica non succedeva,” confida Mayumi, impiegata ventisettenne. “La carta assorbe subito il liquido e il caffè cambia gusto.” Dopo l’estate 2024 le critiche sono aumentate, soprattutto quando le catene hanno imposto l’uso esclusivo delle versioni ecologiche.

Molti locali indipendenti hanno scelto altre strade: cannucce in vetro o metallo, oppure niente cannucce per le bevande da asporto. Anche tra i più giovani – spesso attenti all’ambiente – l’entusiasmo si è spento. “Non si può mica bere il bubble tea con la carta,” raccontano due studentesse davanti a una sala giochi a Ikebukuro.

L’effetto social e le prime retromarce

Sui social giapponesi è scoppiata una vera ondata di commenti negativi. Hashtag come #紙ストローやめて (Basta cannucce di carta) sono rimasti in cima alle tendenze su X (ex Twitter) per settimane. Su YouTube fioccano video ironici che mostrano la disfatta della cannuccia dopo pochi sorsi. I baristi hanno capito il segnale: da ottobre 2025 in molti locali si può scegliere ancora tra diverse opzioni su richiesta.

La Japan Food Service Association segnala un calo del 28% nella soddisfazione percepita sull’aspetto sostenibilità nell’ultimo anno. La critica più comune? “Cambiare solo la cannuccia non basta a risolvere il problema dell’inquinamento”. Lo confermano anche diversi esperti dell’università di Kyoto. Il professor Hiroshi Yamazaki spiega: “Ci vuole un’educazione più ampia alla riduzione dei rifiuti, non solo sostituire un oggetto”.

Politiche ambientali sotto la lente

Le campagne plastic free avevano spinto il governo metropolitano di Tokyo a raccomandare nel 2023 l’uso diffuso delle cannucce ecologiche nei locali pubblici. Ma i risultati finora sono sotto le attese. Un rapporto interno del Ministero dell’Ambiente ammette che il consumo totale di plastica monouso è calato soltanto di poco.

In città non sono mancati neppure furti di cannucce di plastica dagli scaffali dei supermercati. Alcuni ristoratori sono stati multati perché continuavano a fornire materiale tradizionale sotto banco.

Il futuro: tra nuove soluzioni e qualche passo indietro

La questione rimane aperta. Alcune aziende stanno sperimentando cannucce biodegradabili fatte con amido o bambù – Pronto lancerà queste novità a marzo –, mentre altri puntano su bicchieri con bordo rinforzato per eliminare del tutto la necessità delle cannucce. “Non esiste una soluzione perfetta,” ammette un dirigente del gruppo Skylark.

Per ora – dicono gli esperti del Japan Sustainability Institute – il vero cambiamento dipende più da come cambiano le abitudini che dagli oggetti simbolici. E anche se le cannucce di carta nascevano con buone intenzioni, in Giappone si sta già ragionando su come rivedere davvero la sostenibilità nella vita di tutti i giorni.

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