Generazione in corso a Roma: perché il giro di Peppe è un rito imperdibile nel cuore della città

Rosa Mancuso

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20 Gennaio 2026

Se c’è un’attività che rappresenta l’essenza di Roma, è senza dubbio il famoso giro di Peppe. Questo rito che si svolge nei vicoli e nelle piazze della capitale non è solo un modo per trascorrere il tempo, ma un vero e proprio viaggio nella cultura, nella tradizione e nella vita quotidiana dei romani. Immagina di camminare per le strade ciottolose, circondato da storiche architetture e da un’atmosfera vibrante, mentre assapori i profumi dei cibi tipici e ascolti le storie dei locali. Ecco perché il giro di Peppe è diventato un appuntamento imperdibile per chiunque desideri conoscere Roma in maniera autentica.

Un rito sociale che attraversa i secoli

Il giro di Peppe è un’esperienza che non si limita a un semplice percorso, ma si evolve in un momento di socialità e condivisione. In passato, i romani si ritrovavano nei vari quartieri, nei bar e nelle piazze per gustare un aperitivo o un caffè. Oggi, questa tradizione è ancora viva e ha mantenuto intatta la sua essenza. Si può dire che il giro di Peppe è un vero e proprio rito di passaggio, un modo per connettersi con gli amici, ma anche con la città stessa.

Generazione in corso a Roma: perché il giro di Peppe è un rito imperdibile nel cuore della città

Chi vive a Roma sa che il giro non è solo un momento di svago, ma un modo per sentirsi parte di una comunità. È un fenomeno che richiama anche i turisti, i quali spesso si uniscono a questi gruppi di amici per vivere l’autenticità romana. È interessante notare come, a seconda del quartiere, il giro possa assumere forme diverse: nei rioni storici come Trastevere, il giro è caratterizzato da una forte componente gastronomica, mentre in zone come Testaccio si può percepire un’atmosfera più bohemien. Detto tra noi, ci sono angoli di Roma che sembrano fatti apposta per essere scoperti durante un giro di Peppe, angoli che raccontano storie di vita e tradizioni.

Il cibo: il vero protagonista

Quando si parla del giro di Peppe, non si può non menzionare il cibo. Durante queste passeggiate, i partecipanti si fermano in vari locali per gustare le specialità romane. Piatti come la pizza al taglio, i supplì e la porchetta sono solo alcune delle delizie che si possono assaporare. Ogni fermata è un’opportunità per scoprire un nuovo sapore, un nuovo locale e, perché no, anche una nuova amicizia.

Un aspetto interessante è come il cibo diventi un linguaggio universale. Durante il giro, è comune vedere persone di diverse nazionalità unirsi per condividere un piatto, ridere e chiacchierare. Questo scambio crea un’atmosfera di convivialità, che è uno dei tratti distintivi della cultura romana. E chi non ama ascoltare la storia che si cela dietro a ogni ricetta? Ogni piatto ha una sua storia, e i romani sono sempre pronti a raccontarla. Te lo dico per esperienza: nulla unisce più di un ottimo piatto di pasta o di una fetta di pizza, e non c’è modo migliore per rompere il ghiaccio che con un buon cibo.

Il percorso: dove andare

Il giro di Peppe non ha un percorso fisso, e questo è parte della sua bellezza. Ogni gruppo può decidere di esplorare diverse zone della città, a seconda dei propri gusti e delle proprie curiosità. Tuttavia, ci sono alcuni luoghi che non possono mancare in un buon giro.

Una tappa obbligatoria è il Colosseo, simbolo indiscusso della città. Da qui, si può proseguire verso il Foro Romano e i Mercati di Traiano, che raccontano la storia millenaria di Roma. Continuando il percorso, ci si può dirigere verso il Pantheon, una delle strutture meglio conservate dell’antichità. Ho imparato sulla mia pelle che, anche se il percorso è flessibile, è importante inserire questi punti iconici che arricchiscono l’esperienza di chi visita la città.

Ma il vero cuore pulsante di Roma si trova nei suoi quartieri. Trastevere, con le sue stradine acciot…[TRONCATO]…

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