Roma, 6 gennaio 2026 – Questa mattina, alle 9:30, il Parco archeologico del Colosseo ha dato il via alla sua prima puntata su YouTube, aprendo una nuova strada nella diffusione della cultura online. L’iniziativa, promossa dal direttore Alfonsina Russo insieme al team di comunicazione del Parco, vuole raccontare in modo semplice curiosità, storie e retroscena sui luoghi simbolo dell’archeologia romana. Russo spiega chiaramente che l’obiettivo è “avvicinare un pubblico ampio, anche internazionale, al nostro patrimonio”, usando linguaggi e piattaforme ormai familiari alle nuove generazioni.
Tra storia e quotidiano: un format digitale che funziona
La prima puntata, trasmessa sul canale ufficiale del Parco, offre un viaggio nei sotterranei del Colosseo. In pochi minuti il video alterna immagini delle gallerie e delle macchine sceniche – ancora visibili dopo secoli – a spiegazioni semplici e dirette. Il linguaggio è chiaro, senza troppi tecnicismi, con tanti dettagli pratici pensati per incuriosire e coinvolgere. “Quello che si vede oggi è solo una parte di ciò che accadeva sotto l’arena”, racconta una guida nel video, soffermandosi su una trave annerita dagli incendi.
Niente effetti speciali o colpi di scena. Qui si punta tutto sull’autenticità: pavimenti consumati, pareti segnate dal tempo e rumori catturati dal vivo. Una scelta voluta per far sentire chi guarda come se fosse davvero lì, anche a migliaia di chilometri di distanza dalla capitale.
Il pubblico risponde: tra apprezzamenti e richieste
La reazione degli utenti nelle prime ore è stata positiva. Commenti in inglese, giapponese e altre lingue hanno riempito la pagina. C’è chi ringrazia per la possibilità di vedere luoghi solitamente chiusi al pubblico; altri chiedono approfondimenti su reperti o eventi storici legati all’anfiteatro. “Un’iniziativa preziosa per chi non può viaggiare”, si legge tra i messaggi sotto il video.
Sulla scia di questo entusiasmo, la direzione ha già annunciato altri episodi mensili. I prossimi saranno dedicati al Foro Romano e alla Domus Aurea. Si parlerà di aspetti meno noti: dalla vita quotidiana dei lavoratori che costruivano i monumenti alle tecniche di restauro usate negli ultimi decenni.
“Non vogliamo fermarci alla storia antica”, precisa Russo. Nel calendario sono previste anche incursioni nella contemporaneità, tra arte urbana e performance organizzate tra le rovine. L’idea è quella di trasformare il patrimonio in uno spazio da vivere e interrogare, non solo da ammirare.
Dietro le quinte: come nasce ogni video
Ogni episodio richiede un lavoro attento e preciso. Le riprese si fanno spesso all’alba o a tarda sera per evitare la folla dei visitatori. La troupe – composta da tre operatori video e due storici dell’arte – si muove tra le arcate con attrezzature leggere. Le sceneggiature nascono da incontri settimanali tra archeologi e addetti alla comunicazione digitale. “Cerchiamo di essere precisi senza annoiare”, dice Matteo Belloni, uno degli autori. Negli ultimi giorni sono state girate anche interviste a restauratori e custodi, figure rare nelle narrazioni ufficiali.
Il budget resta modesto: gran parte delle risorse arriva dai fondi ordinari del Parco. Le musiche sono tutte libere da diritti; la post-produzione si svolge negli uffici interni in via della Domus Aurea. Così si mantiene il controllo creativo ed è possibile ridurre i tempi di lavorazione.
Nuovi legami tra istituzioni e pubblico digitale
Non è certo la prima volta che un museo italiano punta sul web. Ma il Parco archeologico del Colosseo vuole andare oltre il semplice documentario online. L’obiettivo è creare un rapporto diretto con utenti di ogni tipo – studenti, turisti virtuali o appassionati –, rispondendo a domande e raccogliendo suggerimenti in tempo reale. Il format lascia spazio all’improvvisazione: spesso le guide rispondono alle curiosità arrivate dai social nei giorni precedenti.
I dati interni parlano chiaro: oltre duemila persone hanno già visto la puntata nelle prime ventiquattro ore dal lancio. Un buon segnale per l’iniziativa nel 2026. Nel frattempo Russo invita tutti a “partecipare con idee e domande” e anticipa: “Nei prossimi mesi racconteremo anche storie inedite dietro le quinte: dal restauro delle statue alla manutenzione ordinaria degli impianti”.
Un modo nuovo per tenere vivo quel filo invisibile che lega le pietre millenarie del Colosseo a un mondo sempre più connesso — ogni giorno davanti allo schermo dello smartphone.