Milano, 3 gennaio 2026 – Il gruppo Comer Industries, con sede a Reggiolo, ha annunciato oggi l’acquisizione di una società giapponese specializzata in soluzioni meccatroniche per la trasmissione di potenza. L’operazione, che vale 82 milioni di euro, è stata ufficializzata nella mattinata di giovedì. Il board emiliano spiega che l’obiettivo è rafforzare la posizione di Comer Industries come protagonista globale non solo nella fornitura di singole componenti, ma anche nella progettazione e vendita di sistemi complessi per i principali mercati industriali.
Comer Industries punta ai sistemi complessi
Fondata negli anni Settanta dalla famiglia Storchi, Comer Industries è considerata una delle realtà più solide nella meccanica applicata ai settori agricolo, energetico e industriale. L’accordo siglato con una società giapponese — il cui nome non è stato ancora reso pubblico — segna una tappa importante nel percorso di crescita dell’azienda emiliana. “Con questa acquisizione allarghiamo la nostra capacità produttiva e rafforziamo la presenza sul mercato asiatico”, ha detto il presidente Matteo Storchi in un colloquio telefonico con alanews.it. Secondo i dati forniti, l’operazione permetterà a Comer Industries di superare il miliardo di euro di fatturato aggregato nel 2026, un traguardo inseguito da tempo.
Una strategia d’espansione internazionale
L’investimento da 82 milioni fa parte di una strategia chiara: acquisire competenze e tecnologie nei mercati più innovativi. L’azienda giapponese entrata nel gruppo è attiva da oltre vent’anni nell’automazione avanzata e vanta una solida esperienza proprio nei sistemi meccatronici integrati. Comer Industries, già presente con filiali in Germania, Stati Uniti, Cina e India, vuole così potenziare la sua offerta verso i grandi produttori mondiali del settore. “Non forniamo più solo componenti come riduttori o assali”, spiega un membro del management. “Il futuro è nella progettazione di sistemi completi, pronti all’uso, che migliorano l’efficienza dei macchinari finali”.
Numeri e dettagli dell’accordo
Il team finanziario ha spiegato che l’acquisizione sarà interamente coperta con risorse proprie e linee di credito già disponibili presso gli istituti partner. L’azienda ha evitato aumenti di capitale o emissioni obbligazionarie, scegliendo invece una combinazione tra liquidità e debito a breve termine. “Abbiamo valutato tutte le opzioni”, confida un membro del consiglio d’amministrazione, “ma il contesto dei tassi resta favorevole e la solidità dei nostri bilanci ci permette di muoverci velocemente”. La chiusura definitiva della transazione è attesa entro fine primo trimestre 2026, dopo l’ok delle autorità regolatorie giapponesi ed europee.
L’impatto sui mercati e i prossimi passi
La notizia ha avuto subito un riflesso sulle contrattazioni: il titolo Comer Industries ha segnato un leggero rialzo (+1,2% alle 11:30) su Piazza Affari, con volumi quasi raddoppiati rispetto alla media settimanale. Gli analisti sottolineano come la mossa sia in linea con i trend globali della meccatronica, sempre più orientata a piattaforme integrate e soluzioni “chiavi in mano”. Nei giorni scorsi il gruppo aveva già confermato l’intenzione di ampliare la gamma prodotti e presidiare segmenti avanzati del mercato asiatico. “In futuro potremmo vedere altre acquisizioni, soprattutto nel software industriale”, dice un analista milanese vicino al dossier.
Riflessi occupazionali e sviluppo locale
Non sono previsti impatti sull’organico italiano: anzi, a Reggiolo si attendono nuove assunzioni nei prossimi mesi, soprattutto nei reparti R&D e supply chain. In Giappone il management punta a integrare completamente le strutture senza tagli o ristrutturazioni forzate. “La priorità è valorizzare le competenze tecniche già presenti e favorire scambi di personale tra le due sedi”, spiega il responsabile HR. Solo dopo si valuteranno eventuali sinergie produttive.
Con questa acquisizione il gruppo conferma la volontà di Comer Industries di crescere su scala globale, proponendosi come partner per l’innovazione industriale e la transizione verso sistemi sempre più complessi e automatizzati. La sfida sarà integrare culture diverse e competenze variegate in modo efficace.