Tokyo, 12 gennaio 2026 – Il Giappone è alle prese con una nuova ondata di “cold calls”, quelle fastidiose chiamate commerciali indesiderate che, nelle ultime settimane, stanno allarmando sempre più cittadini e autorità. Secondo l’Agenzia delle telecomunicazioni nipponica, solo nell’ultimo trimestre del 2025 sono arrivate oltre 4,7 milioni di segnalazioni per telefonate promozionali non richieste, con i picchi più alti soprattutto nelle grandi città come Tokyo e Osaka. Un fenomeno che – dicono chi ci vive e gli esperti – sta cambiando le abitudini quotidiane e spinge il governo a correre ai ripari.
Boom delle chiamate commerciali: i numeri che preoccupano
Il Giappone, noto per la sua attenzione alla privacy, sembra ora messo sotto pressione da questo flusso incessante. A scatenare la valanga sono soprattutto le compagnie assicurative, le società energetiche, le agenzie di trading online e, non ultima, la galassia del telemarketing aggressivo. Lo racconta un rapporto del quotidiano Nikkei, che cita fonti del settore. Le chiamate a freddo arrivano spesso tra le 8 del mattino e le 9 di sera: orari in cui molti sono ancora a casa o rientrano dal lavoro.
Kenta Fujimoto, impiegato nella zona di Shibuya, si è sfogato così: “In una sola settimana mi hanno chiamato dieci volte per offerte di piani energetici. Ormai non rispondo più ai numeri sconosciuti”. Una testimonianza che riflette un sentimento diffuso: fastidio crescente e, in certi casi, vera esasperazione.
Risposte istituzionali: in arrivo regole più severe
Davanti all’escalation, il governo giapponese studia nuove misure restrittive. Il ministro dell’Interno Yoshiko Tamura ha spiegato che l’esecutivo vuole “rafforzare i controlli sul telemarketing” e mettere sanzioni più pesanti per chi non rispetta le regole attuali. Oggi le aziende devono inserire i numeri dei cittadini che lo chiedono nel cosiddetto “Do Not Call List”, ma molte associazioni di consumatori denunciano falle evidenti.
“La lista viene spesso bypassata con call center all’estero o cambiando continuamente numero – ammette il presidente dell’associazione Kokusai Shohisha –. Serve un controllo più stretto”. Tra le idee sul tavolo anche l’obbligo di mostrare sempre chi chiama nelle telefonate commerciali.
Impatto sociale: come cambia la vita quotidiana
L’aumento delle cold calls ha avuto effetti concreti sulla routine delle persone. Secondo sondaggi diffusi da NHK, i cittadini rispondono meno volentieri ai numeri sconosciuti. C’è chi sceglie di mettere il telefono in modalità silenziosa in certi orari; altri usano filtri automatici offerti dagli operatori. Ma non tutti riescono a difendersi: gli anziani soli restano tra i più vulnerabili.
La signora Hiroko Matsuda, 71 anni di Osaka, ha raccontato: “Mi hanno promesso investimenti sicuri. Per fortuna mio figlio ha capito che era una truffa prima che fosse tardi”. Episodi come questo alimentano l’allarme sulle truffe, anche perché – ricorda la polizia locale – “gli imbroglioni sfruttano la buona fede e la solitudine degli anziani”.
Tecnologia contro lo spam telefonico: cosa si fa
Le principali compagnie telefoniche come NTT Docomo e SoftBank stanno sperimentando algoritmi capaci di riconoscere automaticamente le chiamate sospette. Questi sistemi, integrati negli smartphone più nuovi, bloccano in tempo reale quelle considerate “ad alto rischio”, grazie a database condivisi con la polizia e gli operatori. Un portavoce di SoftBank ammette: “Non è una soluzione definitiva, ma un valido aiuto per limitare almeno le forme più aggressive di spam”.
Nel frattempo, gli esperti consigliano agli utenti semplici precauzioni: non dare mai dati sensibili al telefono, segnalare subito numeri sospetti sulle app dedicate e tenere aggiornato il software dei propri dispositivi.
Uno scenario in continua evoluzione
Il problema delle cold calls non dà segni di rallentamento. Gli osservatori spiegano che il fenomeno è legato anche alla crescente digitalizzazione del mercato giapponese: con sempre più dati personali disponibili online diventa più facile per chi vuole aggirare i controlli tradizionali.
Le autorità promettono battaglia su due fronti: regole più severe e tecnologia sempre migliore. Solo così – assicurano da Tokyo – si potrà restituire alle famiglie quella serenità domestica oggi troppo spesso compromessa dalle continue interruzioni telefoniche.