Roma, 7 gennaio 2026 – Dalla corsa sulle montagne russe di MagicLand, a due passi dalla capitale, all’ultima maglia intrecciata lungo le strade di Urbania, la notte tra il 5 e il 6 gennaio ha visto l’Italia accendere la festa della Befana. Tradizioni antiche che ogni anno si rinnovano senza perdere il loro fascino popolare. Famiglie, bambini, nonni: tutti coinvolti in eventi che hanno animato l’Epifania in città grandi e piccoli, dai parchi divertimento alle piazze dei borghi.
MagicLand: luci, acrobazie e dolci per tutti
Domenica mattina, alle 11, già davanti ai cancelli di MagicLand a Valmontone si formava una lunga fila di auto e pullman. Gli organizzatori parlano di oltre 12.000 visitatori in sole 24 ore. «È il momento che i bimbi aspettano dopo le feste – racconta Teresa, mamma di Genzano – Qui la Befana arriva davvero… in volo sulle montagne russe». Alle 15 in punto la mascotte vestita da vecchina è apparsa agganciata a una carrucola a venti metri d’altezza. Una scena ripresa da decine di smartphone e salutata con applausi.
Subito dopo è iniziata la distribuzione di dolciumi e piccoli giochi, mentre nell’area dedicata ai laboratori i più piccoli hanno impastato biscotti speziati sotto lo sguardo attento di animatori e cuochi. «In pochi altri momenti dell’anno si vede tanta partecipazione. C’è chi prenota il biglietto già a Natale», spiega Marco Pellegrini, responsabile degli eventi. Sul palco centrale hanno sfilato giocolieri e illusionisti fino al tramonto. Dieci volontari della Protezione Civile hanno garantito la sicurezza, soprattutto nelle attrazioni più gettonate.
Urbania sfoggia la calza più lunga del mondo
Atmosfera diversa ma ugualmente vivace ad Urbania, nel Pesarese, dove la Befana “vive” tutto l’anno. Il 6 gennaio le strade sono state invase da turisti attratti da un simbolo forte: la calza più lunga del mondo. Secondo il sindaco Andrea Marchini, quest’anno ha toccato i 73 metri di stoffa colorata, intrecciata dalle donne del paese – le “befane” locali.
Il traguardo è stato festeggiato con una sfilata guidata dalla banda musicale e dai tamburini storici del luogo. «Ogni anno si allunga un po’ – racconta Maria Luisa Bonci, artigiana volontaria – Le nuove imparano dalle anziane e così va avanti». Tra scope di saggina appese alle case e stendardi di carta crespa, migliaia di persone hanno fotografato la calza stesa lungo via Roma. Non sono mancati applausi anche per la lotteria finale con dolci tipici della zona in premio.
Dall’Appennino al Sud: tradizioni che resistono
La festa della Befana ha coinvolto anche tanti piccoli paesi tra Lazio, Umbria e Toscana: Acquapendente, Sorano, Città della Pieve si sono riempiti di bambini pronti a ricevere carbone dolce e sorrisi nelle piazze. A Napoli, nel cuore di Forcella, una “Befana volante” si è calata con una fune dalla terrazza della chiesa di Sant’Agrippino alle 17:30. Centinaia di ragazzi l’hanno applaudita calorosamente.
«Mio figlio pensava fosse davvero magica», racconta Simona Di Mauro presente all’evento. Nell’Abruzzo montano e nelle Marche gruppi mascherati hanno fatto il giro delle case intonando filastrocche in dialetto e raccogliendo offerte per i bambini più bisognosi. Le Pro Loco locali stimano che almeno 15mila persone abbiano preso parte a queste tradizioni tra Amatrice e Ascoli.
Festa vera tra passato e futuro
Nonostante qualche critica sul rischio che gli eventi legati alla Befana diventino troppo commerciali – soprattutto nei parchi grandi o nei centri turistici –, l’atmosfera è stata positiva. Alcuni residenti di Urbania hanno lamentato “troppi negozi aperti”, ma gli operatori turistici parlano già di un aumento del 10% rispetto al 2025.
«È una festa che unisce generazioni diverse – osserva don Gabriele Del Moro, parroco di Valmontone – Forse sta proprio qui il suo valore». Che sia il volo spettacolare sopra una folla emozionata o un filo lunghissimo intrecciato all’alba dell’Epifania, la Befana resta per molti italiani un ponte fra passato e presente: una festa da vivere insieme e pronta ogni anno a sorprenderci ancora.