Tokyo, 2 gennaio 2026 – Questa mattina, migliaia di persone si sono radunate davanti al Palazzo Imperiale di Tokyo per assistere al tradizionale saluto di Capodanno dell’imperatore Naruhito e dell’imperatrice Masako. Fin dalle prime ore dell’alba, cittadini e turisti hanno invaso il quartiere di Chiyoda, formando lunghe file lungo il fossato che circonda la residenza imperiale: lo stesso luogo dove da più di settant’anni la famiglia reale giapponese rinnova uno dei suoi riti più sentiti. Ma quest’anno qualcosa ha catturato un’attenzione particolare.
Una novità tra i reali
Per la prima volta, insieme all’imperatore e all’imperatrice, sul celebre balcone vetrato del palazzo si è affacciato il nipote Hisahito, figlio del principe Fumihito e considerato l’erede designato della dinastia. Il giovane principe, che compirà 19 anni a settembre, è stato messo in evidenza dai media giapponesi come un segnale chiaro della volontà di avvicinare le nuove generazioni alla tradizione imperiale. Accanto a lui, gli sguardi attenti degli altri membri della famiglia: la principessa Kiko, il principe Akishino e la principessa Mako. Una formazione quasi completa che non si vedeva da tempo.
Il pubblico – circa 75mila persone secondo la Casa Imperiale – ha risposto con entusiasmo, sventolando bandierine bianche con il sole rosso: un gesto simbolico che, a Tokyo come in altre grandi città del Paese, segna l’inizio ufficiale del nuovo anno.
Parole semplici e applausi sinceri
Il momento clou è arrivato poco dopo le 11. Davanti a una folla silenziosa ma partecipe, l’imperatore Naruhito ha preso la parola: «Vi auguro salute e serenità», ha detto in giapponese, ringraziando tutti per l’affetto e la pazienza dimostrata durante le difficoltà recenti del Paese. Un chiaro riferimento, anche se non esplicito, ai disagi causati dal sisma che ha colpito il Giappone centrale lo scorso autunno.
«Sono felice di poter condividere con voi questo giorno – ha aggiunto Masako –. Spero che il 2026 porti pace nelle nostre case». Le sue parole hanno scatenato lunghi applausi, seguiti dai saluti con la mano dei membri più giovani della famiglia.
Sicurezza stringente ma senza tensioni
Le misure di sicurezza intorno al Palazzo Imperiale sono rimaste alte per tutta la durata dell’evento. Gli ingressi principali, tra cui il ponte Nijubashi, sono stati aperti alle 9.30 e richiusi poco dopo mezzogiorno, al termine dei discorsi ufficiali. Le autorità metropolitane hanno confermato che non si sono verificati incidenti o momenti di tensione: «Tutto è andato in modo ordinato», ha spiegato un funzionario del municipio di Chiyoda.
Nei giardini orientali, volontari e agenti in borghese hanno distribuito acqua ai visitatori più anziani e vigilato affinché nessuno superasse le transenne messe a pochi metri dal portone principale. Un’organizzazione precisa e consolidata nel tempo.
Hisahito guarda al futuro
L’apparizione pubblica di Hisahito è stata interpretata dalla stampa giapponese come un segnale della transizione in atto nella monarchia più antica del mondo. Il giovane principe non ha parlato ma, stando ai resoconti della NHK, ha rivolto un breve sorriso ai bambini presenti tra la folla. Forse un primo passo verso quel ruolo pubblico che lo aspetta negli anni a venire.
Hiroshi Takahashi, storico della Casa Imperiale intervistato da “Asahi Shimbun”, ha commentato: «Far vedere Hisahito insieme a genitori e nonni è una scelta precisa. Si vuole preparare piano piano il Paese a vederlo protagonista nelle cerimonie ufficiali». Una mossa prudente ma necessaria dopo le discussioni degli ultimi mesi sulla successione imperiale.
Tradizione e vita moderna si intrecciano
Intanto nel quartiere Marunouchi – a poche fermate dalla residenza imperiale – si sono svolte celebrazioni più laiche: cori di studenti universitari all’incrocio di Hibiya-dori, negozi decorati con i tradizionali “kadomatsu” e caffè aperti oltre l’orario abituale. Piccoli dettagli che restituiscono l’atmosfera di una città sospesa tra modernità e rispetto delle tradizioni.
Solo nel tardo pomeriggio i visitatori hanno cominciato a lasciare l’area verso la stazione centrale di Tokyo. Molti hanno scattato qualche foto sotto una pioggia leggera caduta dopo le 15. Un Capodanno diverso dal solito per molti motivi – tra cui proprio la presenza di Hisahito – ma legato a un rito che sembra non perdere mai peso per chi vive nella capitale giapponese.
Così, tra parole semplici e gesti antichi, Tokyo ha dato il benvenuto al 2026. E solo quando il portone principale si è richiuso dietro alla famiglia imperiale si è capito quanto quei minuti insieme abbiano contato davvero per chi era lì sotto quel cielo grigio di gennaio.