Calano i traffici nei porti giapponesi: Tokyo resta lo scalo principale con 355.700 teu movimentati

Sara Gelmini

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7 Gennaio 2026

Tokyo, 7 gennaio 2026 – Tokyo conferma il suo primato come principale scalo portuale del Giappone nel 2025, con un traffico di 355.700 TEU movimentati da gennaio a dicembre. I dati diffusi stamattina dall’Autorità portuale metropolitana mostrano una crescita rispetto al 2024, quando i container lavorati erano poco più di 347.000, secondo i registri ufficiali. Un risultato che ribadisce il ruolo centrale dello scalo nella logistica dell’Asia orientale.

Traffici in crescita: Tokyo resta in cima

La capitale giapponese mantiene salda la leadership nelle classifiche nazionali per volume di container standard (TEU), anche grazie a più collegamenti diretti con rotte transpacifiche e l’area ASEAN. Al terminal di Odaiba – nel quartiere sud-orientale della città – gli arrivi sono aumentati soprattutto in autunno. “Abbiamo visto un picco a ottobre e novembre, in coincidenza con la ripresa delle esportazioni di componenti elettronici”, ha detto il portavoce della Tokyo Port Terminal Corporation. Alle banchine, tra le cinque e le sei del mattino, si formano spesso lunghe file di camion carichi diretti verso le zone industriali di Saitama e Chiba.

Tokyo: un motore economico per tutta la regione

Il peso di Tokyo come hub logistico non riguarda solo la città, ma interessa tutta la regione del Kanto. Ogni container movimentato è parte integrante dei flussi commerciali giapponesi, considerando che quasi il 60% delle merci trattate – secondo il Japan Maritime Center – arriva da o va verso industrie locali. Yuto Nakashima, presidente dell’associazione spedizionieri, ha sottolineato come la regolarità degli scambi sia migliorata grazie alla digitalizzazione delle procedure doganali introdotta lo scorso estate. “I tempi d’attesa sono calati molto: per chi lavora ogni giorno in porto è un cambiamento che si sente”, ha ammesso Nakashima durante una conferenza al Keidanren Kaikan.

Sfida tra porti e scenari regionali

In classifica Tokyo resta prima, seguita da Yokohama e Osaka. Nel 2025 Yokohama ha movimentato 284.000 TEU, mentre Osaka ha superato i 260.000. Nei prossimi mesi si prevede una sfida più serrata, soprattutto dopo l’annuncio di nuovi investimenti pubblici nei porti di Nagoya e Kobe. Ma come spiegano vari analisti sentiti dalla stampa locale, la forza della capitale poggia su un sistema consolidato di infrastrutture, servizi intermodali e collegamenti rapidi con l’entroterra urbano. “Solo Tokyo riesce a garantire tempistiche certe per le merci time-sensitive”, spiega un funzionario del Ministero dei Trasporti.

Sostenibilità ambientale: una priorità urgente

Con l’aumento dei traffici cresce anche la questione della sostenibilità portuale. L’Autorità portuale di Tokyo ha presentato nelle ultime settimane un piano triennale per ridurre le emissioni delle gru e favorire il passaggio a mezzi elettrici nelle operazioni di carico e scarico. “Vogliamo allineare il nostro scalo agli obiettivi ambientali del governo centrale”, ha ribadito la presidente Misaki Sato durante una riunione nella sala conferenze di Minato-ku. Nei test iniziali alcuni camion a idrogeno sono già stati messi in funzione sulle tratte interne tra terminal e magazzini doganali: secondo Nittsu, società di logistica, i consumi energetici sono calati del 15%.

Prospettive future: Tokyo sempre più centro dell’Asia

Guardando avanti, l’obiettivo è consolidare Tokyo come punto di riferimento regionale per i traffici containerizzati verso l’Estremo Oriente e la costa occidentale americana. Il presidente della Camera di Commercio locale, Kojiro Tanaka, è chiaro: “Il mondo guarda a Tokyo come modello”. Il riferimento va alle recenti visite esplorative da Corea del Sud e Vietnam. Qualche esperto prevede un leggero rallentamento nei primi mesi del 2026, a causa della volatilità dei mercati internazionali, ma le basi restano solide.

Solo allora si capirà se Tokyo manterrà il passo o se qualche altro porto riuscirà a recuperare terreno. Intanto al porto di Odaiba, tra fari all’alba e rumore incessante delle gru, il lavoro non si ferma mai.

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