Firenze, 11 gennaio 2026 – È partita ieri mattina la 98esima edizione di Pitti Uomo, negli spazi della Fortezza da Basso a Firenze. Buyer, stilisti e semplici appassionati sono arrivati da tutta Europa. Già dalle 10, tra file sotto la pioggia e saluti scambiati con calore, la folla si è radunata intorno ai padiglioni. Smartphone alla mano, in molti hanno catturato i primi look sfoggiati in passerella: cappotti check, calze spesse, sciarpe avvolgenti e soprattutto – vero tormentone – il ritorno del tartan in tutte le sue varianti. Un motivo che ha invaso vetrine e abiti per questa stagione fredda. Ma non è tutto: maglioni ‘fisherman’ con grosse trecce e parka oversize hanno monopolizzato l’attenzione, riportando in primo piano quei dettagli di artigianalità che fanno la differenza.
Il tartan tra sfilate e strada
Dentro al salone, l’occhio cade subito sulle stoffe scozzesi. Giacche doppiopetto dai colori rosso e verde, pantaloni a quadri larghi, cappelli abbinati. Il tartan ha trovato nuova vita anche grazie ai giovani creativi italiani – basta guardare le proposte di Federico Cina o dei fratelli Lardini – diventando un simbolo di eleganza senza età. “Lo abbiamo ripescato dalle collezioni degli anni Novanta, ma lo mixiamo con tessuti tecnici o velluto,” ha spiegato Tommaso Lardini dal suo stand dove decine di clienti giapponesi si sono fermati a toccare i blazer.
Il trend è poi uscito dai padiglioni ed è arrivato sui marciapiedi attorno alla Fortezza. Fotografi accreditati e influencer in cerca di visibilità non hanno perso tempo per mostrare look tartan personalizzati. Non tutti scelgono il classico: c’è chi lo rivisita su felpe con cappuccio o sneakers, mentre altri puntano su dettagli più discreti come cravatte o bretelle.
Maglioni fisherman: la lana che torna protagonista
C’è un altro protagonista che si fa notare nei corridoi della fiera: il maglione fisherman, quello lavorato a mano con grandi trecce e motivi tradizionali delle isole britanniche. In lana grezza o merino, spesso in colori naturali come beige, grigio cenere o blu notte, il maglione fisherman ha conquistato sia gli stilisti sia il pubblico. “Abbiamo puntato su questo modello perché trasmette calore ma anche storia, un ritorno alle radici,” ha confidato Silvia Venturini Fendi, direttrice creativa di Fendi Uomo, dopo aver presentato la sua capsule “Winter Traditions”.
Sul fronte pratico, diversi buyer tedeschi e scandinavi – raccontano dagli stand – cercano modelli oversize da abbinare a pantaloni sportivi o persino sotto il classico trench. Segno di una domanda sempre più alta di comodità senza perdere stile.
Il parka oversize piace ai giovani
Se il tartan guarda alla tradizione britannica e il maglione fisherman evoca i pescatori irlandesi, la vera novità tra i più giovani resta il parka oversize. Modelli tecnici in nylon o lana impermeabile con imbottiture leggere e cappucci ampi. Una soluzione pratica contro il freddo umido di gennaio ma anche un modo per dichiarare un’identità urbana.
“Con il parka si può giocare con le proporzioni,” ha raccontato Federico Cina durante un incontro stampa nel pomeriggio. Basta affacciarsi nel cortile della Fortezza per vedere ventenni sfilare con parka extralarge abbinati a pantaloni cargo o jeans corti sopra la caviglia. Un mix tra sportività e ricerca estetica.
Sostenibilità e artigianalità: temi forti
Un filo conduttore che attraversa ogni stand – silenzioso ma presente – è quello della sostenibilità. Tessuti riciclati, lana rigenerata, tinte naturali: se ne parla spesso nei corridoi tra una presentazione e l’altra. “Non vogliamo fare solo greenwashing, ma garantire filiere trasparenti,” ha detto Antonio De Matteis (Kiton) davanti a operatori internazionali.
Allo stesso tempo torna forte l’attenzione ai dettagli artigianali: bottoni fatti a mano, cuciture a vista, piccole imperfezioni che diventano segni distintivi del pezzo unico. Particolari che a distanza non si vedono ma che i buyer vogliono toccare prima di scegliere.
Pitti Uomo fa bene all’economia locale
Non è solo moda: Pitti Uomo dà respiro all’intera città. Alberghi pieni già dal weekend scorso; ristoranti in via Faenza aperti fino a tardi per accogliere clienti stranieri. Secondo la Camera di Commercio di Firenze l’edizione invernale 2026 supererà i 35 milioni di euro di indotto diretto. Un numero in leggero aumento rispetto al 2025.
Alla fine della prima giornata tutti sembravano soddisfatti. “Si vede movimento, c’è voglia di rinnovarsi senza rinnegare le radici,” ha detto Maurizio Tamagnini (Sator Capital), osservando il via vai dalla terrazza della Fortezza. La sensazione è chiara: nella moda maschile si è trovato un nuovo equilibrio tra passato e presente — un po’ tartan, un po’ fisherman — con una spruzzata urbana firmata parka oversize.