Befana 2024: i giochi più richiesti dai bambini e come cambiano le spese delle famiglie

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2 Gennaio 2026

Milano, 2 gennaio 2026 – Sempre più spesso i bambini chiedono ai genitori di “diventare influencer”, ma lo fanno per gioco. È quanto emerge dagli ultimi dati raccolti nelle principali città italiane. Gioco, social e regali si mescolano così da spingere le famiglie a riflettere su come spendere e quali scelte educative adottare. In queste settimane di vacanze natalizie, tra negozi affollati di via Torino e corso Buenos Aires, il fenomeno si è fatto notare: tra i regali più richiesti, accanto a tablet e smartphone, spuntano set per girare video e giochi a tema “vita da influencer”.

La febbre dei giochi ispirati agli influencer

Il fenomeno non riguarda solo le grandi città: si è esteso anche in provincia. “Mia figlia voleva il kit per fare video: luci, microfono e cavalletto”, racconta Elisa, insegnante di Bergamo, mentre osserva la vetrina di un negozio di elettronica con la piccola Sofia. Le aziende di giocattoli non sono rimaste ferme: nella gamma prodotti del 2025 sono comparsi giochi da tavolo come “Vita da Influencer”, pensati per bambini dai 7 ai 12 anni. Il gioco è semplice: si guadagnano “like” virtuali affrontando sfide su moda, cucina e viaggi.

Secondo i dati di Federconsumatori raccolti tra fine novembre e dicembre, il 25% dei regali destinati ai bambini tra gli 8 e i 13 anni riguarda oggetti legati a smartphone, accessori per foto o giochi ispirati al mondo social. In molte famiglie non è solo una questione economica. “All’inizio non volevo cedere – spiega Marco, impiegato milanese –, poi ho pensato che era meglio aiutarla a usare questi strumenti in modo consapevole”.

Quanto spendono le famiglie italiane

La spesa media per ogni bambino nel periodo natalizio si aggira intorno ai 160 euro. Dentro ci stanno dispositivi tecnologici, abbigliamento “alla moda” e giochi digitali, secondo l’Osservatorio Nazionale sulla Spesa delle Famiglie (ONSF). Ma c’è una differenza netta tra Nord e Sud: a Napoli la media cala a 120 euro, mentre nelle zone di Milano e Torino supera i 180. “Negli ultimi anni i ragazzi chiedono prodotti sempre più mirati”, osserva Valeria Panzeri, direttrice commerciale di una catena milanese. Tra i più venduti ci sono ring light colorate, microfoni wireless e abbonamenti a piattaforme video.

Una recente ricerca dell’Istituto Demopolis rivela che il 42% dei genitori è incerto su come gestire queste richieste. “Da una parte non vogliamo isolare i nostri figli dalle mode dei coetanei – racconta Luca Capuano, padre di due adolescenti –, dall’altra abbiamo paura che si espongano troppo presto sui social”.

I nuovi sogni dei bambini

Rispetto al passato cresce chi sogna una “carriera digitale”. L’ultima indagine della Società Italiana di Pediatria mostra che tra gli studenti delle elementari e medie l’influencer è ormai uno dei primi cinque mestieri desiderati. Molte volte questi desideri nascono osservando modelli adulti. “Ci sono streamer che mostrano la loro giornata o ragazzi che fanno tutorial in cucina – dice Giovanna De Santis, commessa a Roma –, mia figlia vuole provarci anche lei”.

Ma dietro questo entusiasmo ci sono anche molte domande. Psicologi ed educatori consigliano ai genitori di accompagnare i figli nel mondo digitale con regole chiare e un dialogo aperto. “Bisogna spiegare cosa c’è dietro la realtà virtuale – sottolinea Elena Falco, psicologa all’Ospedale Bambin Gesù – e distinguere ciò che è vero da ciò che è finzione”.

Scuole e coetanei alle prese con il fenomeno

Nelle scuole primarie lombarde – dicono alcuni presidi – crescono le richieste di laboratori su come fare video o gestire un profilo social. Gli insegnanti segnalano anche una competizione nell’abbigliamento: felpe con loghi visti online o scarpe lanciate dagli youtuber più famosi diventano veri status symbol già dalla terza elementare.

C’è chi resta scettico. “A scuola spieghiamo che la fama non è un valore assoluto”, chiarisce il preside Marco Vezzoli del plesso Cadorna a Milano. Tra gli studenti stessi si commentano i tentativi di diventare “famosi”: tra battute scherzose e vere ammirazioni la linea è sottile.

Che futuro per ‘Vita da influencer’?

Il successo commerciale dei nuovi giochi spinge le aziende a puntare su format sempre più simili alle piattaforme reali. Si parla di inserire limiti d’età più rigidi o messaggi educativi sulle confezioni. La Commissione Infanzia della Camera sta valutando nuove regole per pubblicità e packaging.

Nel frattempo le famiglie si trovano davanti a una domanda nuova: come crescere un figlio tra like virtuali e sogni da youtuber?

“Cerchiamo insieme qual è il limite giusto”, confida Alessia Bernardi, mamma milanese. Solo il tempo dirà se questa sarà solo una moda passeggera o l’inizio di un cambiamento profondo nella società.

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