Bcc Iccrea e Cdp siglano contratto da 31 milioni con Conserve Italia per la sostenibilità delle cooperative agricole

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9 Dicembre 2025

Roma, 9 dicembre 2025 – Le cooperative agricole italiane hanno ricevuto oggi un importante riconoscimento per il loro impegno concreto verso la sostenibilità e il rispetto dell’ambiente. È una sfida che affrontano ogni giorno, sia nei campi che nelle stanze dei consigli di amministrazione. La firma del protocollo, avvenuta stamattina al Ministero dell’Agricoltura, segna un passo avanti nei rapporti tra il settore e le istituzioni nazionali. L’obiettivo è chiaro: rafforzare pratiche agricole che tengano conto degli equilibri naturali e guardino al futuro delle comunità rurali.

Nuove misure e incentivi per l’agricoltura green

L’accordo prevede l’avvio di misure di sostegno, sia economiche che pratiche, per accompagnare le aziende verso modelli più eco-compatibili. Al tavolo con il ministro Francesco Lollobrigida c’erano anche i rappresentanti di Confcooperative e Legacoop Agroalimentare. Il piano punta su un pacchetto di incentivi mirati: sgravi fiscali, consulenze gratuite e corsi su tecniche di agricoltura rigenerativa. Sono rivolti a chi sceglie pratiche a basso impatto, limita l’uso di prodotti chimici o adotta sistemi per risparmiare acqua.

«Le cooperative sono una parte importante della nostra produzione agricola», ha detto il ministro Lollobrigida. «Oggi fanno da apripista nella tutela del territorio». Solo nell’ultimo anno, circa 3.000 cooperative hanno aderito a progetti di agricoltura sostenibile. Un segnale forte: il settore si muove già, ma serve un supporto strutturale per reggere la pressione dei mercati e i cambiamenti climatici.

Pratiche virtuose già in campo: casi da Nord a Sud

In Lombardia, la cooperativa La Rinascita di Cremona ha investito in impianti fotovoltaici e sistemi di irrigazione intelligente, riuscendo a tagliare i consumi del 20%. Nel Lazio, la cooperativa AgriSolidale lavora da mesi con metodi di agricoltura biologica integrata, ottenendo una certificazione riconosciuta in tutta Europa. Questi casi sono stati citati al ministero come modelli da seguire: realtà capaci di coinvolgere soci – spesso piccoli produttori – in percorsi collettivi di crescita e responsabilità ambientale.

Gianni Minelli, presidente di Legacoop Agroalimentare, ha ammesso: «Serve uno sforzo comune. Il clima cambia veloce, ma possiamo adattare i metodi produttivi senza perdere competitività». Secondo l’Osservatorio Cooperative Agricole, il 58% degli associati usa già prodotti fitosanitari a basso impatto e quasi la metà ha ridotto il consumo d’acqua grazie alle tecnologie di precisione.

Sfide aperte tra costi e burocrazia

La strada però è ancora lunga. Molti rappresentanti delle cooperative agricole hanno espresso preoccupazione per i costi iniziali legati all’introduzione delle nuove tecnologie. «La volontà c’è», ha spiegato Laura Greco, responsabile ambiente di Confcooperative, «ma le piccole realtà fanno fatica a sostenere investimenti importanti senza una rete che li protegga».

Sul fronte della burocrazia arrivano richieste chiare: semplificare le procedure per accedere ai fondi europei. «Spesso le regole scoraggiano chi vorrebbe innovare pur avendo tutte le carte in regola», ha confessato un dirigente di una cooperativa del Salento. In risposta, il ministero ha promesso sportelli unici regionali e un potenziamento dell’assistenza tecnica già dal prossimo semestre.

Impatto sociale e prospettive future

Il protocollo non guarda solo all’ambiente: punta anche a sostenere le comunità rurali. Le cooperative agricole, oltre a garantire lavoro stabile (sono più di 180mila gli addetti), aiutano a recuperare terreni marginali e contrastano lo spopolamento dei borghi. La presidente della cooperativa TerraViva di Matera ha ricordato che «la sostenibilità non è solo una parola: significa migliorare davvero la vita delle famiglie nei territori».

Tra le azioni previste ci sono campagne per sensibilizzare i consumatori. Lo scopo? Rafforzare il legame tra chi produce in modo responsabile e chi sceglie cosa comprare al supermercato. Il prossimo appuntamento è fissato a febbraio: sarà allora che saranno presentati i primi risultati del monitoraggio in una relazione pubblica.

Se da una parte la transizione ecologica porta con sé sfide reali – tra investimenti da programmare e ostacoli burocratici da superare –, dall’altra la strada imboccata dalle cooperative agricole italiane dimostra che la sostenibilità può diventare un valore condiviso. Passo dopo passo. Spesso grazie al lavoro silenzioso dei soci nelle campagne, lontano dai riflettori.

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