Barbie Autistica: La Nuova Doll che Promuove Inclusione e Diversità nel Gioco

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13 Gennaio 2026

Milano, 13 gennaio 2026 – Mattel allarga la sua gamma Fashionistas, introducendo nuovi modelli di Barbie con caratteristiche speciali, tra cui una versione cieca e un’altra con diabete. Il lancio, che in questi giorni sta raggiungendo i negozi più importanti in Italia, conferma la volontà del marchio di offrire una selezione sempre più vicina alla realtà e alle diversità che popolano la società.

Barbie Fashionistas si rinnova: nuove bambole con disabilità

Sugli scaffali di corso Buenos Aires, a Milano, è già possibile trovare la nuova Barbie cieca, con occhiali scuri e bastone bianco. Accanto a lei spicca quella con il kit per misurare la glicemia e una piccola borsa per l’insulina. Mattel punta a riflettere – anche attraverso il gioco – le tante sfaccettature della vita quotidiana. “Ogni bambino deve potersi riconoscere nella propria bambola”, ha detto Lisa McKnight, responsabile globale del brand, durante la presentazione stampa di ieri mattina. Queste nuove uscite, parte della linea Fashionistas nata nel 2016, vogliono rompere gli stereotipi e i pregiudizi ancora molto diffusi, soprattutto quando si parla di infanzia e rappresentazione.

Un progetto nato dall’ascolto delle famiglie

Secondo Mattel, la linea Fashionistas ha già superato i 175 milioni di pezzi venduti nel mondo. Dietro questa scelta c’è stato un lungo lavoro fatto di incontri con associazioni di genitori, psicologi e giovani attivisti. “Ci hanno raccontato quanto sia difficile per un bambino con una disabilità sentirsi davvero incluso anche nei giochi di tutti i giorni”, ha spiegato McKnight. Ecco perché le nuove Barbie sono nate ascoltando storie vere: c’è chi porta gli occhiali da sempre o chi convive con il diabete fin dalla scuola elementare. I dettagli – dal cerotto sul braccio ai dispositivi medici in miniatura – sono stati curati insieme agli esperti.

L’impatto sulle famiglie e la reazione dei genitori

Alla presentazione milanese c’erano anche alcune famiglie coinvolte nei gruppi di lavoro. Stefania Russo, mamma di Emma, sette anni, affetta da ipovisione congenita, ha raccontato: “Mia figlia non aveva mai visto una bambola come lei. Ha sorriso e ha detto: ‘Allora posso essere anch’io una principessa’”. Simili emozioni sono arrivate da Marco, papà di un bambino che usa il microinfusore per l’insulina: “È un segnale di normalità e rispetto. Un passo avanti importante”.

Gli insegnanti hanno risposto con prudenza ma in modo positivo. “Una bambola da sola non cambia la società”, commenta Cristina Agostini, maestra in una scuola primaria a Torino. “Però aiutare i bambini a sentirsi meno diversi è già un buon inizio”.

Oltre i pregiudizi: la sfida della rappresentazione

Questa nuova serie è solo l’ultimo capitolo di un percorso iniziato anni fa da Mattel. Prima sono arrivate Barbie con carnagioni e forme diverse, poi quelle su sedia a rotelle o con protesi agli arti. Ora tocca alla cecità e al diabete: condizioni che riguardano milioni di persone – solo in Europa ci sono oltre 30 milioni di diabetici secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. La strategia è chiara: proporre un catalogo vasto che mostri la società così com’è oggi.

“Il gioco ha un grande potere nel formare le idee dei bambini”, spiega Giuseppe Pellegrini, sociologo dell’infanzia all’Università di Padova. “Quando anche i giocattoli accolgono tutte le differenze diventano strumenti educativi forti”.

Dove trovare le nuove Barbie e prezzi

Le nuove Barbie Fashionistas si trovano già nei principali negozi di giocattoli e online da questo fine settimana. Il prezzo – intorno ai 19 euro a confezione – è in linea con gli altri modelli della serie. Ogni confezione include accessori realistici come glucometro o bastone guida ma anche vestiti colorati e alla moda.

A Milano, come segnala alanews.it, i primi pezzi sono andati a ruba in meno di 48 ore nei negozi del centro.

Un messaggio che va oltre il marketing

Mattel sottolinea che questa scelta non è solo commerciale. L’obiettivo è mandare un messaggio vero e inclusivo, dando alle nuove generazioni strumenti per riconoscere e accettare le differenze senza pregiudizi. Le vendite diranno se il pubblico apprezza davvero; intanto però – dalle parole dei genitori presenti ieri mattina – il segnale è arrivato forte: anche grazie a una bambola si può cambiare il modo di guardare disabilità e normalità.

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