Takaichi apre al dialogo con la Cina: svolta nelle relazioni dopo settimane di tensioni

Sara Gelmini

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17 Dicembre 2025

Roma, 17 dicembre 2025 – Dopo settimane di tensioni sempre più forti tra le principali forze di governo, ieri è arrivato un cambio di rotta a sorpresa: dai leader della maggioranza, riuniti a Palazzo Chigi nel pomeriggio, sono arrivate dichiarazioni concilianti. Il vertice, cominciato verso le 16.30 e durato fino a sera, si è svolto nelle sale del terzo piano, dove Giorgia Meloni ha incontrato i capigruppo di Lega e Forza Italia insieme ai ministri coinvolti. In molti si chiedevano se davvero il governo fosse in grado di mettere una pezza alle divisioni emerse nelle settimane passate.

Clima disteso al vertice: Meloni punta all’unità

Fino a poche ore prima non era affatto scontato: le tensioni sulle politiche fiscali e sul Superbonus avevano bloccato il confronto interno. Fonti vicine alla premier parlavano di una “situazione delicata”. La Lega chiedeva aperture sul taglio delle accise, mentre Forza Italia insisteva sulle misure per il ceto medio. Alla fine però la presidente del Consiglio ha scelto un tono più calmo: “Sappiamo che ci sono differenze, ma l’obiettivo resta governare insieme e dare risposte al Paese”. Un netto passo avanti rispetto agli scambi duri dei giorni scorsi. Anche il ministro degli Affari Regionali Roberto Calderoli ha definito il vertice “costruttivo”.

Economia e Superbonus al centro del confronto

Sul fronte pratico la discussione si è concentrata sulle priorità economiche. Al centro del dibattito la rimodulazione del Superbonus, tema che in questi giorni ha scatenato polemiche anche in Parlamento. Antonio Tajani, leader di Forza Italia e vicepremier, ha sottolineato l’urgenza di “trovare soluzioni condivise per non lasciare famiglie e imprese nel dubbio”. Matteo Salvini ha ribadito la richiesta della Lega di interventi rapidi sul taglio delle accise: “È una battaglia che portiamo avanti da mesi”, ha detto ai suoi, mostrando ottimismo al termine dell’incontro. Il compromesso sembra passare da una “cabina di regia” più ristretta e incontri settimanali tra i leader.

Reazioni interne e segnali positivi

Lo scenario rimane aperto, ma ieri sera i capigruppo hanno lasciato Palazzo Chigi con toni diversi rispetto a pochi giorni fa. “C’è la volontà di andare avanti insieme”, ha ammesso Paolo Barelli (Forza Italia) poco prima delle 20. Dalla Lega fanno sapere che “la priorità resta tenere unita la coalizione”. Segnali di distensione confermati anche da fonti parlamentari che parlano di un clima meno teso rispetto alla vigilia.

I nodi ancora sul tavolo: pensioni e autonomia

Restano però questioni irrisolte: il dossier sulle pensioni, con i sindacati pronti a scendere in piazza nel fine settimana, e l’autonomia differenziata, voluta dalla Lega ma vista con cautela da Forza Italia. “Ci vuole tempo e dialogo”, ammette un ministro azzurro, spiegando che alcuni provvedimenti dovranno essere limati prima del Consiglio dei Ministri. A guardare da fuori sembra che questa tregua sia stata decisa più per necessità che per convinzione.

Una pausa natalizia in vista?

L’impressione – raccolta tra chi frequenta i corridoi parlamentari – è che la maggioranza abbia scelto una tregua tattica in vista del Natale. Non è un caso se si parla già di un calendario intenso ma senza votazioni divisive fino a gennaio. Una fonte della presidenza del Consiglio confida: “Serviva abbassare i toni, almeno per qualche settimana”. In sostanza si punta a una pausa natalizia per stemperare la pressione dopo settimane piene di scontri verbali, accuse incrociate e nervosismo durante i lavori d’aula.

Il 2026 sarà una prova difficile

Resta però la domanda principale: questa ritrovata unità basterà per affrontare le sfide che verranno? Il 2026 porterà passaggi delicati su legge di bilancio, riforme istituzionali e rapporti con l’Unione Europea. Le parole concilianti rappresentano solo un punto di partenza – hanno osservato diversi esperti politici in serata – ma sarà l’attuazione concreta delle decisioni a dirci se davvero si può parlare di stabilità o se quella di ieri resterà solo una parentesi nella lunga stagione politica italiana.

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