Roma, 17 dicembre 2025 – Il Museo Nazionale Romano ha ufficializzato oggi l’avvio del progetto esecutivo per il nuovo giardino di Palazzo Massimo. Contemporaneamente, è stata annunciata l’apertura del Museum Store, prevista per febbraio 2026. Un doppio passo che segna una vera svolta: da un lato la cura degli spazi verdi, dall’altro un ampliamento dell’offerta rivolta ai visitatori. Due mosse che cambiano il modo di vivere e gestire uno dei simboli della cultura romana.
In partenza i lavori per il giardino: tempi e cosa aspettarsi
La direzione ha comunicato che i lavori per il giardino di Palazzo Massimo partiranno nei prossimi giorni. Il progetto, affidato allo studio Paesaggi Urbani, prevede nuovi sentieri e aree di sosta tra piante autoctone, ispirate agli antichi horti romani. La direttrice Stéphanie D’Agostino ha spiegato che si vuole «restituire al museo uno spazio all’aperto dove incontrarsi e dialogare con le collezioni». Le imprese specializzate nel restauro e nel verde pubblico si occuperanno dei lavori, che saranno organizzati a fasi per non interrompere la normale apertura delle mostre.
Il cantiere dovrebbe chiudersi entro l’autunno del 2026. L’investimento stimato è intorno agli 800 mila euro, finanziati dal Ministero della Cultura grazie al Piano Nazionale Borghi e Giardini. In conferenza stampa sono stati dati alcuni dettagli: l’area interessata supera i 2.000 metri quadrati ed è situata dietro al palazzo ottocentesco, con affaccio su via Nazionale. L’idea è quella di garantire l’accesso libero al pubblico, con aperture serali in estate e attività didattiche rivolte alle scuole.
Il Museum Store apre a febbraio: cosa cambia davvero
Una novità molto attesa dagli addetti ai lavori: il nuovo Museum Store sarà pronto già a febbraio 2026, nei locali rinnovati al piano terra dell’edificio. Anticipare l’apertura rispetto alla conclusione del giardino non è un caso. «Vogliamo offrire ai visitatori – italiani e stranieri – un punto moderno che valorizzi anche i giovani artigiani locali», ha sottolineato la responsabile marketing Livia Fiorentini.
All’interno ci saranno cataloghi, pubblicazioni scientifiche e oggetti di design ispirati alle opere del museo – dai mosaici ai bronzi –, insieme a una selezione di prodotti enogastronomici tipici del Lazio. Il progetto nasce in collaborazione con la cooperativa sociale Arcipelago, già presente in altri musei romani. Una parte degli incassi andrà a borse di studio per studenti universitari.
Lo store sarà aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18. Si punterà anche su servizi su misura: visite guidate abbinate a degustazioni, laboratori per famiglie e un calendario fitto di eventi sulla storia della città.
Quartiere in fermento: aspettative e timori
Il rinnovo ha già fatto discutere nel rione Castro Pretorio. Stamattina alcuni residenti si sono detti «curiosi di vedere come cambierà la zona», mentre altri temono disagi legati ai cantieri. «Speriamo che rispettino i tempi e che il giardino sia davvero aperto a tutti», ha commentato Giorgio Salvi, libraio storico in via del Viminale.
Le prime previsioni del museo indicano un possibile aumento del 20% dei visitatori entro fine 2026. I commercianti sperano che questo rilancio culturale porti nuova linfa anche all’economia locale.
Un museo che si fa spazio vivo
Il Museo Nazionale Romano, nato nel 1889, conserva pezzi straordinari dell’antichità romana – dalle statue imperiali in bronzo agli affreschi della Villa di Livia. Negli ultimi anni ha iniziato ad aprirsi sempre più alla città: aperture serali estive, progetti scolastici e iniziative legate alla memoria storica.
«Palazzo Massimo non vuole più essere solo custode del passato, ma uno spazio vivo», ha ribadito D’Agostino. «Questo progetto rafforzerà il legame tra storia e presente». In un quartiere attraversato da rapidi cambiamenti urbanistici e tensioni sociali, questa svolta potrebbe restituire nuova energia a uno dei poli culturali più importanti della capitale.